di Corinna Pindaro

Indagini in corso e assistenza internazionale attivata. Tajani, “Serve prudenza, il dolore non ha bisogno di errori”. Secondo i dati aggiornati della Farnesina, sono 11 gli italiani feriti e sei i connazionali ancora dispersi. «È possibile che alcuni di loro siano tra i feriti non ancora identificati», ha spiegato il ministro

crans montana

Crans-Montana continua a contare i suoi morti, mentre l’Europa resta sospesa in una lunga veglia di dolore. A più di ventiquattro ore dall’incendio che ha devastato il locale Le Constellation nella notte di Capodanno, il bilancio resta drammatico: 40 vittime già identificate, decine di feriti in condizioni disperate e un numero di dispersi che tiene intere famiglie con il fiato sospeso.

Le autorità svizzere parlano di una tragedia senza precedenti. Tra 80 e 100 feriti sono in condizioni critiche, molti con ustioni profonde e gravi lesioni alle vie respiratorie. Ogni ora che passa è decisiva, ogni nome che manca all’appello pesa come un macigno.

Tajani a Crans-Montana: «Serve prudenza, il dolore non ha bisogno di errori»

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani si è recato personalmente in Svizzera, raggiungendo Crans-Montana per seguire da vicino l’emergenza. Ha incontrato le autorità locali, i soccorritori e i familiari delle vittime, portando la presenza dello Stato italiano nel cuore di una tragedia che ha travolto anche il nostro Paese.

«La linea deve essere quella della prudenza», ha ribadito Tajani. «Finché non c’è l’identificazione certa, non si possono fare nomi». Un appello nato anche dal caos informativo delle prime ore, quando notizie non confermate hanno rischiato di trasformare l’attesa in disperazione.

Secondo i dati aggiornati della Farnesina, sono 11 gli italiani feriti e sei i connazionali ancora dispersi. «È possibile che alcuni di loro siano tra i feriti non ancora identificati», ha spiegato il ministro, ricordando che l’Italia ha messo a disposizione polizia scientifica, medici, psicologi ed elicotteri per supportare le operazioni.

Giovani, giovanissimi e una sicurezza tutta da chiarire

A rendere la vicenda ancora più sconvolgente è un dettaglio che emerge con sempre maggiore forza: nel locale erano presenti anche minorenni, alcuni addirittura di 13 anni. Testimonianze raccolte dai media francesi raccontano di controlli blandi, ingressi facili, una normalità apparente che si è trasformata in trappola.

Sono questi elementi, insieme alla dinamica dell’incendio e alle condizioni del locale, a essere ora al centro degli accertamenti della procura del Canton Vallese. Al momento non risultano persone indagate: l’inchiesta è nella fase preliminare di ricostruzione dei fatti, con verifiche su misure di sicurezza, capienza, materiali e vie di fuga.

Ospedali sotto pressione e trasferimenti all’estero

Negli ospedali svizzeri e nei centri grandi ustionati europei si combatte una battaglia silenziosa. Al Niguarda di Milano sono già arrivati alcuni giovani italiani, mentre altri restano ricoverati a Zurigo, Berna e Sion, troppo gravi per essere trasferiti.

«In casi come questi ogni minuto può fare la differenza», spiegano i medici. Parole semplici, che raccontano la fragilità estrema di chi è sopravvissuto alle fiamme.

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