di Corinna Pindaro

Poste Italiane rende a pagamento lo SPID dal 2026: primo anno gratis, poi 6 euro l’anno. Ecco chi è esente, quando si paga e come evitare truffe via email

spidDal 1° gennaio 2026 anche Poste Italiane ha avviato la tariffazione del proprio servizio SPID, allineandosi a una scelta già adottata da altri gestori. La novità fa discutere soprattutto perché Poste è il principale fornitore di identità digitali in Italia, con una quota di mercato nettamente superiore rispetto ai concorrenti.

Il costo stabilito è di 6 euro l’anno e scatta dal secondo anno di utilizzo: i primi dodici mesi restano gratuiti. La comunicazione è comparsa direttamente nella documentazione pubblicata sul sito di Poste, insieme alle nuove condizioni generali di servizio e alle indicazioni per chi non intende accettare le modifiche.

Perché la decisione pesa più che per altri provider

Negli ultimi mesi diversi gestori hanno iniziato a far pagare lo SPID, ma il passaggio di Poste ha un impatto più ampio perché coinvolge un numero elevatissimo di utenti. In precedenza erano già arrivati aumenti o canoni da parte di operatori come Infocert, Aruba e Register, mentre altri servizi continuano per ora a essere gratuiti.

La notizia era nell’aria da tempo, ma l’azienda aveva sempre escluso un passaggio a pagamento. Per questo l’aggiornamento entrato in vigore a inizio anno ha sorpreso molti utenti, anche perché non è stato accompagnato da un annuncio anticipato di grande visibilità.

Quanto costa e da quando si paga davvero

La regola chiave non è la data del 1° gennaio, ma la scadenza associata alla singola identità digitale. Chi ha attivato PosteID anni fa non si vede addebitare automaticamente il canone “perché è iniziato il 2026”: pagherà solo quando arriverà alla prima scadenza utile indicata nel proprio profilo. Chi invece attiva oggi PosteID parte con un anno gratuito e inizierà a pagare alla fine dei primi dodici mesi.

Il rinnovo può essere gestito online dall’area personale o tramite app PosteID, ma è possibile effettuare il pagamento anche in ufficio postale.

Chi non paga e quali utenti restano esenti

Poste prevede alcuni casi in cui il canone non viene applicato. La funzionalità SPID collegata a PosteID rimane gratuita anche dopo il primo anno per specifiche categorie di utenti, tra cui minorenni, persone con almeno 75 anni, residenti all’estero e chi possiede un’identità digitale legata a un uso professionale.

Per tutti gli altri utenti, in assenza di rinnovo, l’identità digitale non viene cancellata immediatamente. Poste indica che PosteID resta attivo per un periodo prolungato dall’ultimo accesso, ma la componente che abilita l’uso dello SPID viene sospesa finché non viene effettuato il pagamento. In pratica, l’utente mantiene l’account ma non può utilizzarlo per entrare nei servizi che richiedono SPID finché non rinnova.

Attivazione e costi “nascosti” per chi parte da zero

Chi deve ancora attivare SPID deve considerare che, da tempo, alcune modalità di riconoscimento più comode sono a pagamento presso vari provider. Nel caso di Poste, l’attivazione con operatore può prevedere un costo una tantum nell’ordine di circa 10-12 euro, a seconda del canale scelto.

Questo è uno dei motivi per cui cambiare gestore solo per evitare il canone può risultare meno conveniente del previsto, oltre al fatto che le procedure gratuite possono avere tempi di attesa più lunghi.

Alternative allo SPID e scelte possibili

Rinunciare allo SPID è una possibilità, ma nella pratica può essere complicato perché l’identità digitale è ormai utilizzata per molti servizi pubblici e privati, dall’accesso a portali della Pubblica Amministrazione fino a piattaforme come l’app IO. Un’alternativa è l’uso della Carta d’identità elettronica con l’app CieID, ma conviene verificare prima di riuscire a usarla con continuità e comodità sul proprio smartphone.

Per chi preferisce mantenere SPID, la strada più semplice resta capire con anticipo quando scade la propria abilitazione, così da evitare di scoprire il blocco proprio nel momento in cui serve accedere a bonus, pagamenti o pratiche urgenti.

Occhio alle truffe: come evitare email e link falsi

La novità del pagamento può diventare un pretesto perfetto per campagne di phishing. In questi giorni potrebbero circolare email che imitano Poste o altri gestori e invitano a pagare tramite un link. La regola prudente è non cliccare su collegamenti ricevuti via mail e raggiungere invece il sito ufficiale digitando l’indirizzo o cercandolo direttamente con un motore di ricerca, controllando poi dall’area personale se e quando è necessario effettuare il rinnovo.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo SPID a pagamento anche con Poste Italiane: quanto costa dal 2026 e cosa cambia per gli utenti proviene da Associated Medias.