di Corinna Pindaro

Kyrylo Budanov, capo dell’intelligence militare ucraina, diventa il nuovo braccio destro di Zelensky. Un segnale strategico in vista di una guerra lunga

budanovKyrylo Budanov, 39 anni, considerato una delle figure più enigmatiche e temute dell’apparato di sicurezza ucraino, è stato nominato nuovo capo dell’Ufficio presidenziale. Succede ad Andriy Yermak, dimessosi alla fine di novembre dopo essere stato coinvolto in uno scandalo di corruzione.

La scelta del presidente Volodymyr Zelensky segna un passaggio politico di grande rilievo: Budanov non è soltanto il direttore dell’intelligence militare (Gur), ma rappresenta una delle menti strategiche più influenti della guerra contro la Russia.

Il ruolo chiave dell’Ufficio presidenziale

L’Ufficio presidenziale, con sede al civico 11 di Bankova a Kiev, è formalmente un organo consultivo istituito nel 1991. Nel corso degli anni, però, si è trasformato in un centro di potere cruciale, spesso capace di orientare le decisioni di governo, ministeri e apparato militare.

Affidare questo ruolo al capo dei servizi segreti militari rappresenta una scelta che rafforza l’impronta securitaria dell’amministrazione Zelensky, in previsione di un conflitto destinato a protrarsi nel tempo.

Un messaggio chiaro agli apparati dello Stato

La nomina di Budanov ha anche un valore interno: riequilibrare i rapporti di forza tra le strutture di sicurezza ucraine. In particolare, il Gur – intelligence militare – ha spesso avuto attriti con lo Sbu, il servizio di sicurezza civile di derivazione sovietica, noto per il suo potere esteso e per le operazioni coperte anche all’estero.

Con questa scelta, Zelensky affida il coordinamento politico e strategico a una figura che incarna la linea dura e l’approccio operativo sul campo.

Le parole di Zelensky: sicurezza e diplomazia al centro

Nel commentare la nomina, il presidente ucraino ha chiarito le priorità del nuovo corso:
«L’Ucraina ha bisogno di maggiore attenzione alle questioni di sicurezza, allo sviluppo delle forze di difesa e alla dimensione diplomatica dei negoziati. L’Ufficio del presidente dovrà concentrarsi su questi obiettivi».

Zelensky ha sottolineato l’esperienza di Budanov in ambito strategico e gli ha affidato il compito di aggiornare le linee guida per la difesa nazionale, lavorando a stretto contatto con il Consiglio di Sicurezza e le principali istituzioni dello Stato.

Chi è Kyrylo Budanov

Nato nel 1985, Budanov è diventato capo dell’intelligence militare nel 2020, risultando il più giovane ufficiale a ricoprire quel ruolo nella storia dell’Ucraina. Diplomato con lode all’Istituto delle Forze terrestri di Odessa, ha partecipato fin dal 2014 alle operazioni nel Donbass come membro delle forze speciali.

Secondo diverse fonti, avrebbe ricevuto addestramento anche da istruttori della CIA. Durante la carriera è stato ferito più volte, riportando anche gravi lesioni. Un frammento di proiettile, secondo la stampa ucraina, sarebbe ancora vicino al suo cuore e non operabile.

Dalle operazioni segrete alla guerra totale

Nel 2016 Budanov ha guidato un’operazione speciale in Crimea con l’obiettivo di colpire infrastrutture russe. Negli anni successivi si è distinto per la sua capacità di analisi strategica: già nell’autunno del 2021 aveva previsto pubblicamente un’invasione su larga scala da parte di Mosca.

Sotto la sua guida, il Gur ha coordinato operazioni ad alto rischio, inclusi attacchi in territorio russo, missioni in Crimea, operazioni cibernetiche e complessi scambi di prigionieri, tra cui quello del 2022 che coinvolse combattenti del reggimento Azov.

Un uomo nel mirino del Cremlino

Sposato con la psicologa Marianna Budanova — sopravvissuta nel 2023 a un presunto avvelenamento da metalli pesanti — Budanov è considerato dalla Russia un “terrorista” e uno dei principali nemici del Cremlino. Mosca lo ritiene il cervello dell’attentato al ponte di Crimea, accusa sempre respinta da Kiev.

Nel corso degli anni è stato più volte bersaglio di tentativi di attentato, tra cui l’esplosione della sua auto a Kiev nel 2019. Nonostante ciò, è sopravvissuto a ogni tentativo di eliminazione, alimentando attorno a sé un’aura quasi leggendaria.

Un segnale forte per il futuro dell’Ucraina

La nomina di Budanov rappresenta una scelta di continuità nella linea dura contro la Russia e conferma che Kiev si prepara a un conflitto prolungato. Con il capo dell’intelligence militare al centro del potere politico, l’Ucraina rafforza la propria struttura decisionale in una fase considerata cruciale per il futuro del Paese.

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