di Carlo Longo
La tragedia di Capodanno a Crans-Montana potrebbe aggravarsi: decine di vittime, numerosi feriti gravi e 19 italiani coinvolti. Proseguono le indagini sulle cause dell’incendio
Il bilancio della drammatica tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, resta in continua evoluzione. L’incendio scoppiato all’interno di un locale ha causato finora almeno 47 vittime, ma il numero potrebbe aumentare nelle prossime ore a causa delle gravi condizioni di molti feriti. Le operazioni di soccorso e identificazione proseguono senza sosta, mentre le autorità svizzere mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi dell’inchiesta.
Soccorsi e identificazioni: una corsa contro il tempo
Le squadre di emergenza sono impegnate su due fronti principali: l’assistenza ai feriti e la ricerca delle persone ancora disperse. Le condizioni di molti ricoverati sono estremamente critiche e, secondo le autorità locali, numerose vittime non sono ancora state identificate. La complessità della situazione rende le operazioni lente e particolarmente delicate.
Il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, ha spiegato che tra i feriti almeno 80-100 versano in condizioni gravissime, lasciando aperta la possibilità di un ulteriore aggravamento del bilancio.
Italiani coinvolti: il punto della Farnesina
Il ministero degli Esteri italiano ha confermato il coinvolgimento di 19 cittadini italiani. Tre di loro sono attualmente ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, mentre altri dieci risultano ospedalizzati in strutture svizzere, anche se per alcuni non è ancora stato possibile verificare con precisione le condizioni cliniche. Sei persone risultano tuttora disperse.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che la Farnesina è in costante contatto con le famiglie coinvolte, sottolineando come l’identificazione delle vittime richiederà tempo e procedure complesse.
Indagini in corso sulle cause dell’incendio
Al momento non risultano indagati. Gli investigatori svizzeri stanno però analizzando diversi filmati registrati durante la notte di Capodanno. Le prime ricostruzioni suggeriscono che l’incendio possa essere stato innescato da candele posizionate sulle bottiglie utilizzate per il brindisi, entrate in contatto con il soffitto del locale, che non sarebbe stato ignifugo.
Secondo alcune testimonianze, questo tipo di scenografia luminosa era una pratica abituale all’interno del locale, un dettaglio ora al centro delle verifiche tecniche e di sicurezza.
Un falso allarme tra i dispersi
Nelle ore successive alla tragedia, anche il nome di una giovane insegnante italiana era stato inserito per errore nell’elenco dei dispersi. La donna, una 27enne residente nel Mantovano, si trovava sì a Crans-Montana per festeggiare il Capodanno, ma non era presente nel locale colpito dall’incendio. Dopo ore di apprensione, è riuscita a mettersi in contatto con la famiglia, chiarendo l’equivoco.
Una tragedia che scuote l’Europa
Quanto accaduto a Crans-Montana rappresenta una delle più gravi tragedie degli ultimi anni in Svizzera. Le autorità continuano a lavorare senza sosta per chiarire le responsabilità e garantire assistenza alle vittime e ai loro familiari, mentre l’intera comunità internazionale segue con apprensione l’evolversi della situazione.
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