di Aisha Harrison
Sciopero e manifestazioni in diverse città dopo il crollo del rial. La scintilla è scattata nel Gran Bazar di Teheran. Alle dimostrazioni hanno preso parte anche gli studenti. Il governo si è detto pronto ad ascoltare le richieste
Le proteste contro l’inflazione e il forte deprezzamento della moneta nazionale si stanno estendendo in Iran per il terzo giorno consecutivo. Le manifestazioni, iniziate domenica a Teheran, si sono diffuse in numerose altre città del Paese.La scintilla è scattata nel Grande Bazar della capitale, dove commercianti e negozianti hanno incrociato le braccia dopo che il rial iraniano ha toccato un minimo storico rispetto al dollaro sul mercato libero. Da allora, video verificati da BBC Persian mostrano proteste a Karaj, Hamedan, Qeshm, Malard, Isfahan, Kermanshah, Shiraz e Yazd. In alcune aree la polizia è intervenuta utilizzando gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti.
Il governo iraniano ha dichiarato di “riconoscere le proteste” e di essere disposto ad ascoltare le richieste “con pazienza”. Il presidente Masoud Pezeshkian ha annunciato di aver incaricato il ministro dell’Interno di avviare colloqui con rappresentanti dei manifestanti e ha accettato le dimissioni del governatore della Banca centrale, nominando Abdolnasser Hemmati come successore.
Alle proteste si sono uniti anche studenti universitari, con slogan contro la leadership del Paese. Alcuni manifestanti hanno espresso sostegno a Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià, che dall’esilio negli Stati Uniti ha dichiarato il proprio appoggio alle mobilitazioni.Gli Stati Uniti hanno espresso solidarietà ai manifestanti, mentre la situazione iraniana è stata al centro di recenti colloqui internazionali. Sullo sfondo restano le tensioni regionali e le difficoltà economiche del Paese, che continuano ad alimentare il malcontento sociale.
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