di Velia Iacovino

Con parole nette, Leone XIV ha denunciato «un’economia distorta» che riduce l’uomo a merce, contrapponendole il mistero di Dio che si fa uomo per rivelare la dignità infinita di ogni persona. Mentre l’uomo pretende di diventare Dio per dominare, Dio sceglie di farsi uomo per liberare. La forza del cristianesimo, ha spiegato, sta nell’impotenza di un neonato: non bisogna guardare in alto, ma chinarsi, perché è lì che l’onnipotenza divina si manifesta.
Riprendendo accenti già presenti nel messaggio per la Giornata mondiale della pace e citando Benedetto XVI, il Papa ha ribadito che non c’è spazio per Dio se non c’è spazio per l’uomo: per i bambini, i poveri, gli stranieri. Accogliere l’altro significa accogliere Dio; rifiutarlo significa escludere entrambi. Così, ha concluso, una stalla può diventare più sacra di un tempio, e il grembo di Maria l’arca della nuova alleanza.
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