di Ennio Bassi
Il capo di Stato maggiore dell’esercito legato al Governo di Unità Nazionale di Tripoli è morto in un incidente aereo avvenuto poco dopo il decollo da Ankara. La sua scomparsa priva la Libia di uno dei principali protagonisti militari e diplomatici dell’ultimo decennio: ecco chi era al-Haddad
Il generale Mohammed Ali Ahmed al-Haddad, capo di Stato maggiore dell’esercito della Libia occidentale, è morto in un incidente aereo avvenuto in Turchia. Il velivolo su cui viaggiava è precipitato poco dopo il decollo da Ankara. A confermare il decesso è stato il primo ministro Abdulhamid Dbeibah, alla guida del Governo di Unità Nazionale con sede a Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite come autorità legittima del Paese.
Secondo quanto comunicato dalle autorità turche, l’aereo era un jet privato Dassault Falcon 50. A bordo, oltre al generale, si trovavano altre quattro persone, rimaste anch’esse vittime dell’incidente. Il ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya ha riferito che i contatti con il velivolo si erano interrotti dopo una richiesta di atterraggio di emergenza e che i resti sono stati successivamente individuati nella zona di Kesikkavak, a circa 80 chilometri dalla capitale.
Al-Haddad si trovava in Turchia per una visita ufficiale e nei giorni precedenti aveva incontrato i vertici militari e politici di Ankara, tra cui il capo delle forze armate turche e il ministro della Difesa. La sua figura rappresentava uno dei principali punti di collegamento tra Tripoli e Ankara, alleati strategici sin dalla fase più intensa del conflitto libico.
Chi era Mohammed Ali Ahmed al-Haddad
Nato a Misurata nel 1967, Mohammed Ali Ahmed al-Haddad si era formato nelle accademie militari negli ultimi anni del regime di Muammar Gheddafi, sotto il quale aveva iniziato la carriera da ufficiale. Dopo la rivoluzione del 2011, divenne uno dei comandanti più influenti dell’area occidentale del Paese, guidando la Brigata Halbous e distinguendosi per capacità organizzativa e leadership sul campo. Nel 2017 fu posto a capo della Regione Militare Centrale e, nel settembre 2020, venne nominato capo di Stato maggiore dell’esercito.
Il suo mandato è stato segnato da due obiettivi centrali: la difesa di Tripoli durante l’offensiva delle forze del generale Khalifa Haftar tra il 2019 e il 2020 e il tentativo, più politico che militare, di costruire un esercito nazionale unificato, capace di superare la frammentazione delle milizie. Parallelamente all’azione militare, al-Haddad aveva sviluppato una fitta rete di relazioni internazionali, dialogando con partner occidentali e partecipando a incontri volti a favorire una futura riunificazione delle forze armate libiche.
La sua morte arriva in una fase delicata per la Libia, ancora divisa tra un’amministrazione occidentale con sede a Tripoli e un’autorità orientale controllata da Khalifa Haftar, frutto della lunga guerra civile iniziata nel 2011. Il cessate il fuoco tiene con difficoltà e il processo politico di unificazione resta bloccato, mentre a Tripoli è atteso un riassetto degli equilibri di governo.
Con la scomparsa di al-Haddad, la Libia perde una delle figure più riconoscibili del suo apparato militare, un uomo che aveva attraversato tutte le fasi del conflitto post-Gheddafi riuscendo a mantenere un ruolo centrale nei rapporti di forza interni e nel dialogo con gli attori internazionali coinvolti nella stabilità del Mediterraneo.
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L’articolo Incidente aereo in Turchia.. Ritratto di Mohammed Ali Ahmed al-Haddad, figura chiave della Libia occidentale proviene da Associated Medias.

