di Ennio Bassi
Durante una conferenza a Mar-a-Lago, Donald Trump ha annunciato il lancio di una nuova classe di navi da guerra “Trump Series”, simbolo della sua visione muscolare della politica estera americana
È un Donald Trump in piena forma quello che si è presentato davanti alle telecamere nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, accompagnato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth e dal nuovo segretario di Stato Marco Rubio. Il cuore della conferenza stampa pre-natalizia è stato l’annuncio clamoroso della costruzione di una nuova generazione di navi da guerra americane: la “Trump Series”, destinata a rinnovare completamente la marina militare statunitense.
“Le nostre navi sono vecchie, logore, superate”, ha affermato Trump con tono deciso. “Le nuove saranno più grandi, più veloci e cento volte più potenti di qualsiasi altra nella nostra flotta.” Le imbarcazioni, descritte come parte di una futura “Flotta d’Oro”, saranno progettate e costruite interamente negli Stati Uniti, con una prima fase che prevede due prototipi, per poi arrivare a un totale di 20-25 navi.
Le immagini mostrate durante l’intervento ritraggono mezzi imponenti, accompagnati dal logo “Trump Series”, una firma che il tycoon non ha esitato a rivendicare. “Guiderò io stesso il design di queste navi. La Marina lavorerà a stretto contatto con me perché, come sapete, sono molto attento all’estetica,” ha detto con un sorriso che lasciava poco spazio all’ironia.
Oltre al design, le specifiche tecniche annunciate sono impressionanti: armi ipersoniche, laser ad alta energia, cannoni elettromagnetici, missili da crociera, e, novità assoluta, controllo assistito da intelligenza artificiale. Ogni nave avrà un peso compreso tra le 30.000 e le 40.000 tonnellate e sarà, secondo Trump, “la più sofisticata mai costruita”.
Tensioni internazionali: Maduro, Petro e il dossier Groenlandia
Ma la conferenza stampa è andata ben oltre il campo militare. Trump ha lanciato dure critiche al presidente venezuelano Nicolás Maduro, invitandolo apertamente a lasciare il potere per “intelligenza politica”, e ha definito il presidente colombiano Gustavo Petro “un agitatore” che “farebbe meglio a fare attenzione”.
La risposta di Maduro non si è fatta attendere. Durante un evento pubblico a Caracas, il leader bolivariano ha accusato Trump di voler “governare il mondo”, sottolineando con sarcasmo: “Se io passassi il mio tempo a immischiarmi negli affari di altri Paesi, farei molto male il mio lavoro da presidente”. Maduro ha anche trasformato la recente confisca di due navi cariche di petrolio da parte degli USA in un’occasione per promuovere l’indipendenza energetica del Venezuela, ringraziando Dio per questa “prova” che spingerà il Paese verso una svolta economica.
Trump è poi tornato su un vecchio pallino della sua agenda geopolitica: la Groenlandia. Senza entrare nei dettagli, ha dichiarato che “gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale”. Un’affermazione che riapre un capitolo controverso delle sue precedenti ambizioni presidenziali.
Mosca-Kiev: “Avanzano, ma c’è odio”
Sul fronte del conflitto ucraino, il presidente ha mantenuto toni pragmatici, affermando che i colloqui tra Russia e Ucraina “stanno andando avanti, ma l’odio tra i due Paesi è ancora profondo”. Nessuna proposta concreta è emersa, ma il riferimento segnala che la crisi resta una priorità nella sua visione della politica estera americana.
Caso Epstein: “Usato per oscurare i nostri successi”
Nel finale, Trump ha affrontato la riapertura del caso Jeffrey Epstein, dopo la pubblicazione di migliaia di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia. In particolare, ha minimizzato il contenuto delle immagini che ritraggono l’ex presidente Bill Clinton, sottolineando che “tutti erano amici di questo tizio. Anche il direttore di Harvard Larry Summers lo era”.
Rivendicando la trasparenza del suo governo nell’autorizzare la pubblicazione, Trump ha bollato la vicenda come “una distrazione dai successi reali della nostra amministrazione”.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Trump rilancia la supremazia militare USA con la “Flotta d’Oro” proviene da Associated Medias.

