di Martina Esposito

Il governo pone la fiducia al Senato sul maxiemendamento alla manovra. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti risponde alle opposizioni rivendicando la linea prudente nella gestione dei conti pubblici, definita essenziale per la stabilità del Paese

Il governo Meloni punta al voto di fiducia sul maxiemendamento alla legge di bilancio e sceglie di blindare il provvedimento al Senato. A porre formalmente la fiducia in Aula è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, con la votazione attesa già nella giornata di oggi a Palazzo Madama.

Nel cuore del dibattito è intervenuto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, chiamato a difendere una manovra considerata da più parti “priva di coraggio”. Ma il titolare del MEF ha ribaltato l’accusa, rivendicando la linea di “prudenza” come unica via sostenibile per un Paese con un debito pubblico tra i più alti d’Europa. “La nostra prudenza non è stagnazione”, ha affermato. “È un investimento per il futuro. I risparmi ottenuti oggi sugli oneri finanziari andranno a beneficio non solo di questo governo, ma anche di quelli futuri. Spero non dei vostri – ha detto rivolgendosi alle opposizioni – ma certamente di chi guiderà il Paese nei prossimi dieci anni”.

“Non austerità, ma visione responsabile”

Giorgetti ha rigettato con fermezza l’accusa di aver imposto una politica economica di austerità: “Preferisco chiamarla responsabilità. Questa è la nostra risposta al livello del debito che grava sull’Italia”. E ha aggiunto: “Non so se tutto questo passerà alla storia, ma grazie a questa linea l’Italia oggi si presenta a testa alta in Europa e nel mondo”.

Durante una pausa dei lavori, parlando con l’AGI, il ministro ha sintetizzato la sua strategia in poche parole: “Bisogna guardare all’essenziale, non ai dettagli”. Una filosofia che secondo Giorgetti deve guidare anche l’analisi politica di una manovra che, seppur limitata nella portata di alcune misure, guarda al medio-lungo periodo.

Obiettivo: deficit sotto il 3% e fiducia nei mercati

Tra le priorità evidenziate, il ritorno del deficit sotto la soglia del 3%, in linea con i parametri europei. Un obiettivo definito ambizioso, ma necessario per consolidare la fiducia dei mercati internazionali nei titoli di Stato italiani. “Lo spread è in calo, i Btp reggono. Il nostro compito è mantenere questa traiettoria, anche in vista delle prossime manovre”, ha sottolineato Giorgetti, consapevole che la prossima legge di bilancio sarà probabilmente al centro del dibattito elettorale del centrodestra.

Sanità, previdenza e investimenti: i pilastri della manovra

Nel suo intervento in Aula, Giorgetti ha illustrato le principali voci della manovra. Sulla sanità, il ministro ha annunciato un incremento di 6 miliardi di euro, definito “senza precedenti negli ultimi anni”, e ha ricordato come lo Stato si stia facendo carico di costi non propri, a partire dal controverso payback sanitario, che ha chiarito “non essere una mia invenzione”.

La manovra tocca anche il capitolo previdenza complementare, descritto come “un tema ineludibile che abbiamo deciso di affrontare con coraggio”, nel tentativo di rendere sostenibile il sistema pensionistico nel lungo termine.

Non sono mancati riferimenti agli investimenti e alla Pubblica Amministrazione. Giorgetti ha citato con favore l’interazione con Confindustria, affermando che “ha ottenuto più di quanto sperasse”, mentre ha elogiato l’operato del ministro Paolo Zangrillo, che ha sbloccato la firma dei contratti del pubblico impiego fermi da anni.

Dalla tassa sui pacchi all’oro della Banca d’Italia

Tra le misure più discusse, anche quella che prevede una tassa sulle consegne a domicilio, presentata come una difesa del commercio tradizionale. “Ci sono negozi costretti a chiudere”, ha detto il ministro, lasciando intendere che la digitalizzazione non può avvenire a scapito del tessuto economico locale.

Breve ma significativo anche il passaggio sulle riserve auree della Banca d’Italia: “L’oro appartiene al popolo italiano”, ha dichiarato senza tentennamenti.

Verso il voto: “È come arrivare in vetta”

Le polemiche dei giorni scorsi, che avevano visto Giorgetti accusato di “chiusura” e mancata disponibilità al dialogo, sembrano superate. Il ministro ha infatti preso parte attivamente ai lavori in Commissione e in Aula, seguendo passo dopo passo l’evoluzione del maxiemendamento.

“Ora sono soddisfatto. È come arrivare in vetta: il sentiero è stato tortuoso, ma l’importante è raggiungere l’obiettivo. Non c’erano alternative”, ha concluso, con il voto di fiducia del Senato ormai alle porte.

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