di Carlo Longo

L’Italia, decisiva nel negoziato, ha chiesto tempo per rassicurare gli agricoltori, preoccupati per l’impatto dell’intesa. Resta però il no della Francia, mentre i Paesi sudamericani esprimono frustrazione per i continui rinvii dopo oltre vent’anni di trattative

Durante il Consiglio Europeo di giovedì, una delle riunioni più significative degli ultimi anni, i capi di Stato e di governo dell’Unione hanno deciso di rinviare a gennaio la firma dell’accordo di libero scambio con il Mercosur, il blocco economico sudamericano che riunisce Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia.

Insieme al finanziamento per l’Ucraina, la ratifica dell’accordo UE-Mercosur era uno dei punti centrali dell’agenda. Si tratta di un trattato commerciale in discussione da oltre vent’anni, con un impatto potenziale notevole sia sul piano economico che su quello politico. Tuttavia, le forti opposizioni interne – in particolare da parte di Francia e Italia – hanno portato a uno slittamento del voto.

La protesta degli agricoltori e il ruolo dell’Italia

Proprio in coincidenza con il vertice, migliaia di agricoltori europei sono scesi in piazza a Bruxelles con i trattori per manifestare contro l’accordo, temendo una concorrenza sleale da parte dei produttori sudamericani, in particolare nel comparto agricolo e zootecnico.

L’Italia ha giocato un ruolo decisivo nello spostamento del voto. In particolare, una telefonata tra la premier Giorgia Meloni e il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha contribuito a rasserenare momentaneamente il clima. Meloni ha assicurato a Lula che l’accordo sarà firmato a gennaio, impegnandosi nel frattempo a rassicurare gli agricoltori italiani, temendo per la competitività del loro settore.

La mossa ha ottenuto un effetto immediato: Lula, che in precedenza aveva minacciato un ritiro del Brasile dal negoziato, ha adottato toni più concilianti, riconoscendo la buona volontà del governo italiano. Secondo il presidente brasiliano, Meloni ha chiesto un margine di una settimana, dieci giorni, al massimo un mese per sciogliere le riserve interne e votare a favore.

Accordo raggiunto, ma con condizioni

Secondo l’agenzia Associated Press, il compromesso sul rinvio è stato raggiunto a seguito di un’intesa tra Ursula von der Leyen (Commissione UE), António Costa (Consiglio Europeo) e la stessa Meloni, con l’impegno che l’Italia voterà a favore a gennaio, a patto che vengano adottate alcune garanzie per i settori agricoli europei.

Il governo italiano ha anche diffuso una nota ufficiale, spiegando che è pronto a sottoscrivere l’intesa, a condizione che “vengano fornite risposte concrete alle preoccupazioni degli agricoltori”, affidandosi in tal senso alla Commissione Europea, che ha approvato nelle scorse ore nuove clausole di salvaguardia.

La Francia mantiene il veto

A differenza dell’Italia, la Francia non ha modificato la propria posizione: Parigi resta fermamente contraria all’accordo, ritenendo che possa danneggiare irreversibilmente l’agricoltura europea, in particolare quella francese. Le probabilità che il trattato venga approvato a gennaio dipenderanno quindi non solo dal voto dell’Italia, ma anche dalla composizione dei voti favorevoli e contrari secondo il meccanismo della maggioranza qualificata.

Per essere approvato, l’accordo necessita del sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’UE. Allo stesso tempo, non deve crearsi una minoranza di blocco composta da almeno quattro paesi che rappresentino il 35% della popolazione europea, soglia che Italia e Francia da sole potrebbero già oltrepassare.

Un trattato economico e geopolitico

L’accordo UE-Mercosur mira a creare una zona di libero scambio tra le due aree, con l’eliminazione graduale della quasi totalità dei dazi doganali, ma anche con l’armonizzazione di alcune normative tecniche. Le imprese europee avrebbero così maggiori opportunità di esportazione – in particolare nei settori dell’abbigliamento, dell’automotive e dell’agroalimentare – e potrebbero accedere con più facilità a materie prime strategiche, come il litio, abbondante in Sud America.

Dal lato opposto, i paesi del Mercosur puntano soprattutto ad aumentare le esportazioni alimentari verso l’Europa. È questo uno dei nodi più contestati: i produttori europei temono di essere penalizzati da pratiche produttive meno costose e meno vincolate da normative ambientali e sanitarie, come quelle imposte dall’UE.

Nonostante le divergenze, il trattato rappresenterebbe un importante passo politico, contribuendo a rafforzare il legame tra UE e America Latina in un momento in cui l’influenza di Cina e Russia cresce costantemente in quell’area.

Frustrazione e logoramento in Sud America

Nei paesi del Mercosur cresce però il malcontento: dopo 23 anni di negoziati, l’intesa è già stata firmata sul piano tecnico, ma non riesce a entrare in vigore per l’instabilità politica interna all’UE. Il logoramento è palpabile, e la pazienza di molti governi sudamericani è agli sgoccioli.

Tuttavia, nonostante le tensioni, l’intervento della premier italiana ha evitato una rottura definitiva e ha dato margine a un ultimo tentativo di mediazione. L’appuntamento decisivo è fissato per gennaio, quando i paesi UE saranno chiamati a votare. Se l’accordo dovesse fallire anche allora, potrebbe naufragare definitivamente, con conseguenze politiche ed economiche rilevanti per entrambe le sponde dell’Atlantico.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo L’accordo UE-Mercosur è stato rinviato a gennaio proviene da Associated Medias.