di Corinna Pindaro
Presentata la riforma dei condomini: pagamenti solo tracciabili, responsabilità estesa per i debiti, laurea obbligatoria per gli amministratori e revisori contabili dedicati
A distanza di oltre un decennio dall’ultima revisione organica della materia, arriva una nuova proposta di riforma del condominio. Il disegno di legge AC 2692, presentato il 17 dicembre e sostenuto da Fratelli d’Italia, punta a riscrivere diversi aspetti della gestione condominiale, intervenendo su morosità, trasparenza dei pagamenti e requisiti professionali degli amministratori. L’obiettivo dichiarato è razionalizzare un sistema che negli anni è stato modellato più dalla giurisprudenza che dal legislatore.
Debiti condominiali, cambia la responsabilità
Uno dei passaggi più delicati riguarda la gestione delle morosità. Il nuovo impianto normativo consente ai creditori del condominio di agire direttamente sulle somme presenti sul conto corrente condominiale, senza dover avviare preventivamente azioni giudiziarie contro i singoli proprietari inadempienti. In caso di insufficienza delle risorse, i fornitori potranno rivalersi anche sui condomini in regola con i pagamenti, i quali manterranno però il diritto di recuperare successivamente quanto anticipato nei confronti dei morosi.
Recupero crediti e tempi più lunghi per il rendiconto
La proposta interviene anche sulle tempistiche di approvazione del rendiconto. L’assemblea avrà fino a centottanta giorni dalla chiusura dell’anno contabile per approvarlo, allungando di fatto i tempi rispetto all’attuale disciplina. Solo dopo tale approvazione l’amministratore potrà richiedere decreti ingiuntivi contro i condomini morosi, con un effetto di dilatazione dell’iter di recupero dei crediti.
Spese ordinarie detraibili e addio al contante
Tra le novità più rilevanti per i proprietari c’è l’introduzione della detraibilità delle spese condominiali ordinarie nella dichiarazione dei redditi. La misura mira a ridurre il peso fiscale per i condomini e, allo stesso tempo, a favorire il pagamento regolare delle quote.
Parallelamente, il disegno di legge sancisce il divieto assoluto di utilizzo del contante nella gestione condominiale. Ogni entrata e uscita dovrà transitare esclusivamente attraverso il conto corrente del condominio, bancario o postale, per garantire la piena tracciabilità delle operazioni e contrastare l’evasione fiscale.
Amministratori, requisiti più stringenti
La riforma innalza in modo significativo i requisiti per svolgere il ruolo di amministratore di condominio. È previsto l’obbligo di possedere un titolo di laurea triennale in ambiti economici, giuridici, scientifici o tecnologici, requisito che varrà anche per i cosiddetti amministratori “interni”, cioè i condomini che gestiscono lo stabile senza esercitare professionalmente l’attività.
Oltre al titolo di studio, diventano obbligatori la formazione continua e l’iscrizione a un elenco nazionale, con l’obiettivo di garantire standard professionali più elevati nella gestione degli immobili.
Nasce il revisore contabile del condominio
Un’altra innovazione riguarda l’introduzione della figura del revisore contabile condominiale. Questo professionista avrà il compito di verificare la correttezza della contabilità e la trasparenza della gestione finanziaria. Anche per i revisori sono previsti requisiti specifici, modalità di nomina e l’iscrizione in un registro nazionale.
Registri nazionali e sanzioni per gli abusivi
Amministratori e revisori dovranno essere iscritti in un registro tenuto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’esercizio dell’attività senza iscrizione comporterà sanzioni amministrative significative, con multe che potranno superare i cinquemila euro. Vengono inoltre aggiornati i criteri della formazione obbligatoria, adeguandoli alle competenze richieste da una gestione sempre più complessa e regolamentata dei condomini.
Un equilibrio tra tutela e responsabilità condivisa
La riforma ridisegna il condominio come una struttura più trasparente ma anche più responsabilizzante per tutti i proprietari. Se da un lato rafforza le tutele dei creditori e introduce strumenti contro l’evasione, dall’altro aumenta gli obblighi e i rischi per i condomini in regola, chiamati a farsi carico delle inefficienze altrui. Un equilibrio che promette di alimentare il dibattito politico e giuridico nei prossimi mesi, mentre il testo inizia il suo percorso parlamentare.
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