di Corinna Pindaro

Dopo il primo anno di applicazione, il semestre filtro per l’accesso a Medicina potrebbe essere modificato. La ministra Bernini apre a correttivi senza tornare ai test d’ingresso

Il nuovo sistema di accesso alla facoltà di Medicina, introdotto dal ministero dell’Università e della Ricerca per superare i tradizionali test a quiz, è già finito sotto medicinaosservazione. Il modello del semestre filtro, fortemente voluto dalla ministra Anna Maria Bernini, potrebbe essere ritoccato già dal prossimo anno accademico, alla luce delle criticità emerse nella sua prima applicazione.

Nessun ritorno ai quiz, ma possibili correttivi

L’ipotesi di un ritorno ai test d’ingresso viene esclusa con decisione. L’orientamento del ministero è piuttosto quello di intervenire sul funzionamento del semestre filtro, introducendo correttivi mirati. Tra le opzioni allo studio figurano una revisione dei programmi d’esame, un allungamento dei tempi dedicati alle lezioni e una maggiore distanza tra la conclusione dei corsi e lo svolgimento delle prove.

Il confronto con gli studenti universitari

La valutazione è già in corso ed è stata la stessa ministra a metterla sul tavolo durante un lungo incontro con il Consiglio nazionale degli studenti universitari, riunito per la prima volta dopo il rinnovo dell’organo. In quell’occasione Bernini ha proposto l’istituzione di un tavolo di confronto permanente sulla riforma dell’accesso a Medicina, aprendo formalmente a un dialogo strutturato sul futuro del nuovo sistema.

Le proteste davanti al ministero

Il confronto istituzionale si è svolto mentre, all’esterno del ministero, si teneva una manifestazione contro il semestre filtro. A protestare erano associazioni studentesche e rappresentanti di forze politiche di opposizione, che contestano un modello ritenuto eccessivamente selettivo e fonte di stress per gli studenti. Nonostante le critiche, la ministra ha ribadito che non ci saranno passi indietro, ma solo eventuali aggiustamenti.

I numeri del primo semestre filtro

Il primo anno di applicazione del nuovo sistema ha mostrato risultati molto severi. Le lezioni sono partite a settembre per tutti gli iscritti, seguite da un primo appello d’esame a novembre per Chimica, Biologia e Fisica. Le percentuali di promozione sono state basse: poco più di un quinto degli studenti ha superato Chimica e Biologia, mentre in Fisica le sufficienze sono state ancora più rare. Un secondo appello si è tenuto a dicembre, con risultati attesi a ridosso delle festività.

Graduatorie e recupero dei debiti formativi

Per evitare che restino posti vacanti, il ministero ha deciso di includere nella graduatoria nazionale anche gli studenti che hanno superato solo due prove su tre. A questi verrà assegnata una sede e sarà richiesto di recuperare il debito formativo entro la fine del semestre filtro. Una scelta che punta a garantire l’occupazione dei posti disponibili, ma che ha contribuito a rendere il calendario particolarmente intenso.

Un ritmo troppo serrato

Proprio la scansione temporale del semestre filtro è uno degli aspetti più criticati. Di fatto, le lezioni si sono concentrate in un periodo molto breve, seguite da mesi dedicati a esami, graduatorie e corsi di recupero. Un meccanismo che ha aumentato la pressione sugli studenti, chiamati a sostenere prove che, a differenza dei vecchi quiz, incidono subito sulla media della carriera universitaria.

L’ipotesi di rallentare il sistema

Alla luce di queste difficoltà, il ministero valuta ora la possibilità di rallentare il percorso, ampliando gli spazi per la didattica e riducendo il carico concentrato in pochi mesi. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità della preparazione e abbassare il livello di ansia, senza rinunciare all’impianto della riforma che punta a una selezione basata su esami universitari e non su test a risposta multipla.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Medicina, il semestre filtro già sotto revisione: il ministero pronto a correggere il modello proviene da Associated Medias.