di Martina Esposito
Dalle rinnovabili alla formazione, Ecolibri e Donelli Mozambique raccontano le loro strategie per uno sviluppo condiviso e duraturo. A fare un bilancio dell’incontro romano con il presidente Daniel Chapo è stato Simone Santi, presidente della Camera di Commercio Mozambico–Italia
È una visione concreta e profondamente radicata nel territorio quella che le imprese italiane impegnate in Mozambico hanno portato alla Business Breakfast organizzata a Roma, durante la visita ufficiale del Presidente Daniel Francisco Chapo. Se le istituzioni tracciano la cornice strategica del Piano Mattei, le testimonianze delle aziende svelano la dimensione operativa e umana della cooperazione bilaterale.
Donatella Scarpa: “Portare energia dove non arriva la rete significa cambiare la vita”
“Il Mozambico rappresenta un partner assolutamente strategico per noi”, dichiara Donatella Scarpa, fondatrice di Ecolibri, azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili. “Abbiamo già fatto misurazioni puntuali sulla possibilità di produrre energia green in aree isolate, non raggiunte dalla rete elettrica nazionale. L’obiettivo è l’autoproduzione: portare energia dove non c’è significa cambiare il quotidiano delle persone, migliorare la salute, l’istruzione, l’economia locale. È questo il nostro vero sogno: contribuire allo sviluppo reale di un Paese”.
Ma l’energia non è l’unico campo d’intervento: “Siamo presenti anche nel turismo da oltre dieci anni”, continua Scarpa. “Abbiamo realizzato un piccolo resort con dieci ville nella provincia di Nampula, che è diventato un laboratorio di sostenibilità. Tutto il personale è locale: abbiamo formato le persone, offerto loro un progetto di vita stabile. E in parallelo, stiamo preservando 47 ettari di mangrovie: sono il nostro fiore all’occhiello”.
“Turismo e rinnovabili – conclude – possono andare a braccetto, creando occupazione e proteggendo l’ambiente. Questo è il modello che vogliamo portare avanti, e il Mozambico è il luogo giusto per farlo”.
Simone Santi: “Oggi è tempo di industrializzare il Paese: l’Italia è pronta”
“È emersa una forte volontà da parte del Mozambico di rilanciare il legame storico con l’Italia, ma riportandolo su un terreno nuovo: quello dell’attrazione di investimenti e della crescita industriale”, afferma Simone Santi, presidente della Camera di Commercio Mozambico–Italia.
Santi sottolinea come la Business Breakfast sia stata “un momento concreto, operativo”, che ha messo in contatto 26 imprese italiane, per un fatturato complessivo annuo di 129 miliardi di euro, con il governo mozambicano e altri attori locali. “Molte aziende sono già presenti da anni nel Paese, come CMC o Renco. Per chi vuole entrare oggi, è stato importante ascoltare le esperienze di chi ha già investito e ha deciso di restare”.
“L’Italia è il primo investitore estero in Mozambico. Ma adesso – prosegue – la grande sfida è industrializzare: il Paese ha risorse, ha gioventù – l’età media è di appena 17 anni – e ha entrate garantite per i prossimi trent’anni grazie al gas naturale e alla presenza di ENI. Ora bisogna creare valore aggiunto, non esportare più solo materie prime”. “La nostra tecnologia – conclude – può fare la differenza, soprattutto nella digitalizzazione e nella trasformazione dei prodotti agricoli. Ma deve essere una cooperazione vera, fondata su partnership, formazione, crescita reciproca”.
Luca Donelli: “Le persone sono la risorsa più grande che abbiamo trovato”
Dal lato tecnico e infrastrutturale, arriva la testimonianza di Luca Donelli, rappresentante di Donelli Mozambique, attiva nei settori elettrici. “Il Mozambico ha molti punti in comune con l’Italia. Noi ci occupiamo principalmente di manutenzione delle reti elettriche e protezione degli impianti, e abbiamo trovato personale locale molto ricettivo, attento, con voglia di imparare”.
“La formazione è uno degli asset strategici per il futuro”, spiega Donelli. “Stiamo lavorando con tecnici mozambicani e, quando possibile, portiamo alcuni di loro in Italia, per farli crescere anche grazie al confronto diretto con le nostre realtà. Questo scambio culturale e professionale è fondamentale”.
Accanto al capitale umano, Donelli cita le risorse naturali e la stabilità dei rapporti: “Il Mozambico è un partner serio. Ci sono opportunità reali per imprese italiane che vogliono operare in modo sostenibile e responsabile. Noi, per esempio, stiamo lavorando su alcune commesse elettriche solide nell’ambito del sezionamento: un settore chiave per il futuro energetico del Paese”.
Se il Piano Mattei definisce le linee guida della cooperazione strategica tra Italia e Africa, queste voci dimostrano come le imprese italiane abbiano già compreso dove e come investire con impatto positivo. L’energia rinnovabile, il turismo sostenibile, la formazione tecnica e la valorizzazione delle risorse umane sono le leve di una crescita condivisa, lontana da logiche estrattive e proiettata nel lungo periodo.
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