di Redazione
Washington ha prorogato l’autorizzazione che permette al gigante energetico russo Lukoil di continuare a operare al di fuori della Russia, un allentamento significativo delle sanzioni.
Il conflitto ucraino appare ancora lontano da una soluzione, mentre il quadro geopolitico continua a mutare tra pressioni militari, manovre diplomatiche e segnali contrastanti provenienti da Mosca, Washington ed Europa. Nel 1.380° giorno di guerra, gli sviluppi delle ultime ore delineano un fronte internazionale diviso tra la volontà di avviare un negoziato e la persistente rigidità delle posizioni russe.
Vladimir Putin ha iniziato una visita di due giorni in India, dove ha incontrato il premier Narendra Modi per rafforzare la cooperazione in ambito energetico e militare. Un viaggio strategico che conferma il peso crescente del rapporto tra Mosca e Nuova Delhi.Da New Delhi, però, Putin ha rilanciato con toni durissimi sulla guerra: «Kiev deve ritirarsi dal Donbass, altrimenti libereremo quei territori con la forza». Ha poi accusato l’espansione della Nato verso est di rappresentare «una minaccia diretta» e definito l’Occidente «in un vicolo cieco», «da compatire».
Secondo Der Spiegel, i leader europei avrebbero tenuto una telefonata d’emergenza nelle ultime ore. Emmanuel Macron avrebbe espresso forte preoccupazione: senza garanzie di sicurezza chiare, «gli Stati Uniti potrebbero tradire l’Ucraina sui territori contesi». In parallelo, l’Ue continua a dibattere sull’uso degli asset russi congelati per finanziare la ricostruzione di Kiev, opzione che Mosca definisce «un casus belli», come ribadito da Dmitrij Medvedev.
Washington ha prorogato l’autorizzazione che permette al gigante energetico russo Lukoil di continuare a operare al di fuori della Russia, un allentamento significativo delle sanzioni. Per molti osservatori si tratta di un segnale politico: gli Stati Uniti cercano margini di dialogo con Mosca per sbloccare i negoziati. A conferma della volontà americana di riaprire spazi diplomatici, proseguono in Florida i colloqui tra la delegazione ucraina e quella statunitense. Le trattative, descritte come complesse ma ancora vive, mirano a definire una possibile cornice di compromesso che non comprometta la sicurezza europea.
Sul fronte militare, lo Stato Maggiore ucraino ha annunciato di aver colpito un grande impianto chimico nella regione russa di Stavropol, il Nevinnomyssky Azot, uno dei più importanti del Paese. Per ora non è arrivata alcuna risposta ufficiale da Mosca. Durante la cerimonia di accensione dell’albero di Natale a Washington, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha assicurato che l’amministrazione sta lavorando per «portare la pace in tutto il mondo». «Ne stiamo risolvendo otto. Ora ne cerchiamo un’altra, quella tra Russia e Ucraina. Prima o poi ci arriveremo», ha detto, ricordando le gravissime perdite umane delle ultime settimane: 8.000 militari uccisi solo negli ultimi giorni, 27.000 nell’ultimo mese.Il vicepresidente James David Vance, parlando a NBC News, ha ammesso che la mancata soluzione del conflitto è motivo di «costante frustrazione» alla Casa Bianca.
«Pensavamo fosse la guerra più semplice da chiudere», ha affermato. «E invece si sta rivelando la più complessa. Ma credo che ci sia speranza: abbiamo fatto progressi e spero arrivino buone notizie nelle prossime settimane».
L’articolo Ucraina, Putin in India, Kiev si ritiri dal Dombass o useremo la forza proviene da Associated Medias.

