di Corinna Pindaro
A Prato i riformisti del Partito Democratico rilanciano la necessità di un dialogo più ampio dentro il Pd per costruire una strategia competitiva contro le destre, avanzando proposte economiche e richiamando il partito al riformismo originario
A Prato, nel cuore della Toscana, i riformisti del Partito Democratico si sono ritrovati per discutere il futuro del partito e il ruolo del riformismo nella sfida politica con la destra. L’iniziativa, intitolata “Innovare per competere – Le nuove sfide della manifattura”, ha raccolto amministratori, economisti e imprenditori, riuniti non lontano da Montepulciano, dove contemporaneamente si svolgeva l’assemblea della maggioranza dem. L’apertura dell’incontro è stata affidata a Matteo Biffoni, già sindaco di Prato, mentre la chiusura è stata riservata all’eurodeputato Giorgio Gori.
Il riformismo come identità e come distanza interna
Nel suo intervento, il senatore Filippo Sensi ha richiamato le radici riformiste del Pd, ricordando come già nel 2007 Walter Veltroni avesse definito il partito una forza riformista. Eppure, ha sottolineato Sensi, ogni volta che questo concetto viene ribadito «scoppia il finimondo», come se rivendicare un’identità chiara fosse quasi una provocazione. Il senatore ha ironizzato sulle critiche ricevute, spiegando che i riformisti vengono spesso descritti come «sedicenti» o «da salotto», quasi fossero un corpo estraneo. Un messaggio, il suo, rivolto anche ai dirigenti riuniti a Montepulciano: esiste un’altra parte del partito che chiede di essere ascoltata e che vuole contribuire alle scelte strategiche.
Le proposte di Giorgio Gori per rilanciare il Paese
Nel distretto tessile più importante d’Italia, Gori ha riportato l’attenzione sui nodi economici che frenano la crescita del Paese. L’europarlamentare ha evidenziato come l’occupazione sia migliorata, mentre la produttività continui a ristagnare, invitando il Pd a concentrarsi su politiche concrete se vuole candidarsi alla guida dell’Italia. Da qui una serie di proposte per rafforzare competitività e innovazione: un nuovo ciclo di investimenti tecnologici sostenuti da importanti detrazioni fiscali, l’estensione dei benefici previsti per le startup innovative anche alle piccole e medie imprese, il rafforzamento della digitalizzazione nelle aziende e la creazione di realtà imprenditoriali dedicate ai dati e all’intelligenza artificiale. Gori ha inoltre invocato un regime fiscale agevolato per i giovani, insieme a procedure più veloci per attrarre in Italia professionisti altamente qualificati dall’estero, e un intervento deciso sul costo dell’energia.
Biffoni: restare nel Pd per allargare il dialogo
Matteo Biffoni ha insistito sulla necessità di riannodare il rapporto con il mondo produttivo, convinto che ascoltare le istanze delle imprese – soprattutto quelle più piccole – sia indispensabile per affrontare timori e incertezze dei cittadini. Secondo lui il Pd, negli ultimi tempi, ha mostrato una distanza eccessiva da questo tessuto economico, e occorre invertire la rotta. Biffoni ha ribadito che i riformisti non intendono creare contrapposizioni interne, né abbandonare il partito: l’obiettivo è ampliare il confronto e contribuire alla definizione della linea politica, nel rispetto dei risultati congressuali.
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