di Velia Iacovino
Dal tasso di occupazione al gender pay gap, dal congedo di paternità ai servizi per l’infanzia. Sotto la guida della Presidente Darya Majidi, presentato a Montecitorio un piano d’azione per trasformare l’Italia in chiave di parità.

L’Italia è ancora lontana dal traguardo della piena parità di genere. I numeri parlano chiaro: il tasso di occupazione femminile si attesta poco sopra il 53%, quasi 18 punti sotto quello maschile; il divario retributivo nel settore privato raggiunge il 17,7%; la maternità continua a rappresentare un fattore di penalizzazione; le donne restano marginali nei ruoli decisionali, nella politica come nei vertici economici; e la violenza di genere continua a essere una ferita aperta, specchio di una cultura che fatica a riconoscere piena autonomia, libertà e dignità.
È a partire da questa fotografia lucida e impietosa che oggi, nella Sala Regina della Camera dei Deputati a Montecitorio, UN Women Italy ha presentato un pacchetto di dieci proposte operative per invertire la rotta e accelerare il percorso verso l’uguaglianza. Non si tratta di un semplice elenco di richieste, ma di un piano d’azione misurabile e concretamente percorribile per colmare il divario di genere e trasformare strutturalmente il modello sociale ed economico del Paese. Tra le proposte centrali emerge l’obiettivo di innalzare il tasso di occupazione femminile al 70%, in linea con la media europea, attraverso politiche attive del lavoro, investimenti nella formazione e nell’aggiornamento delle competenze e un sostegno concreto all’imprenditorialità femminile. A questo si affianca l’azzeramento del gender pay gap, mediante strumenti di trasparenza salariale e meccanismi di controllo più incisivi, e il rafforzamento delle infrastrutture sociali, in particolare dei servizi per l’infanzia, con il traguardo di raggiungere una copertura degli asili nido pari almeno al 50% entro i prossimi cinque anni.
Tra le misure più innovative proposte dal report figura l’introduzione di un congedo di paternità obbligatorio di almeno tre mesi entro il 2028, una leva non soltanto giuridica ed economica, ma profondamente culturale, capace di promuovere una reale condivisione delle responsabilità genitoriali e familiari. Centrale è anche l’investimento nell’educazione affettiva e al rispetto sin dall’età scolastica, come strumento di prevenzione della violenza di genere e di costruzione di relazioni sane, paritarie e consapevoli.
Il documento, frutto del lavoro del Comitato scientifico di UN Women Italy coordinato da Monica Cerutti e sviluppato con il supporto del knowledge partner Deloitte, guidato da Silvana Perfetti, traccia una direttrice chiara per “arrestare il declino” e trasformare l’attuale paradigma. Come ha sottolineato la stessa Perfetti, tre sono le direttrici fondamentali indicate dal report: rafforzare l’indipendenza economica e finanziaria delle donne, potenziare le infrastrutture sociali a sostegno della genitorialità, e promuovere un profondo cambiamento culturale. Un processo che non riguarda esclusivamente le donne, ma che deve vedere coinvolti gli uomini come alleati attivi, in una nuova idea di corresponsabilità, rispetto e cittadinanza piena.
Ad aprire i lavori a Montecitorio è stata Darya Majidi, Presidente di UN Women Italy, voce autorevole nel panorama internazionale dell’innovazione e dell’empowerment femminile, Majidi ha ricordato come la parità di genere non sia soltanto una questione di equità, ma un fattore decisivo di crescita, innovazione e competitività per l’intero sistema Paese. Tanto più in un contesto globale segnato da crisi economiche, climatiche, geopolitiche e sociali, in cui il tema della parità di genere diventa una priorità strategica. I dati del Global Gender Gap Report restituiscono all’Italia un posizionamento arretrato, è stato sottolineato. rispetto a molti Paesi europei: un segnale d’allarme che impone un cambio di ritmo, di mentalità e di politiche pubbliche. Le dieci proposte di UN Women Italy arrivano così alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, risuonando non come un elenco di richieste, ma come un vero piano d’azione per il futuro.
All’evento hanno preso parte anche esponenti istituzionali di rilievo: Eugenia Roccella, Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità; Michela Di Biase, deputata e componente della II Commissione Giustizia della Camera; e Martina Semenzato, deputata e Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere. I loro interventi hanno richiamato l’urgenza di trasformare le proposte in leggi e politiche concrete, rilanciando l’agenda della parità nell’agenda parlamentare e pubblica.
Le 10 proposte operative di UN Women Italy
Occupazione femminile al 70%
Politiche attive del lavoro, formazione professionale e sostegno all’imprenditorialità femminile per colmare il divario con gli uomini.
Azzeramento del gender pay gap
Trasparenza salariale, strumenti di controllo e misure incentivanti per garantire pari retribuzione a parità di ruolo.
Congedo di paternità obbligatorio
Almeno tre mesi entro il 2028, per promuovere la corresponsabilità familiare e la condivisione dei compiti di cura.
Servizi per l’infanzia
Obiettivo: copertura degli asili nido almeno al 50% entro cinque anni, con investimenti in infrastrutture sociali per sostenere la genitorialità.
Indipendenza economica e finanziaria delle donne
Programmi mirati di accesso al credito, sostegno all’imprenditorialità e formazione finanziaria.
Educazione affettiva e rispetto nelle scuole
Interventi educativi per prevenire violenza e discriminazioni, promuovendo relazioni paritarie e consapevoli.
Maggior rappresentanza femminile nei ruoli decisionali
Incentivi e politiche per aumentare la presenza delle donne nei vertici aziendali, istituzionali e politici.
Sostegno alla natalità
Politiche integrate tra lavoro, servizi e welfare per conciliare maternità e carriera, riducendo penalizzazioni per le donne.
Promozione della cultura della parità
Campagne e programmi di sensibilizzazione per cambiare stereotipi e comportamenti discriminatori.
Monitoraggio e rendicontazione dei progressi
Aggiornamenti annuali dei dati e verifica degli impatti delle politiche pubbliche e private sulla parità di genere.

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