di Ennio Bassi
Il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha allontanato diversi ex alti ufficiali dell’IDF dal servizio di riserva, ritenendoli responsabili delle gravi mancanze nell’attacco di Hamas del 2023
A poco più di due anni dall’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) iniziano a fare i conti con le proprie responsabilità interne. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha adottato le prime misure disciplinari ufficiali nei confronti di diversi ex alti ufficiali, ritenuti responsabili di gravi fallimenti nei meccanismi di difesa e risposta militare durante quell’attacco, che ha scosso profondamente la società israeliana.
Le sanzioni arrivano dopo le indagini condotte dal predecessore di Zamir, Herzi Halevi, e da una commissione presieduta dal maggiore generale in pensione Sammy Turjeman. Tra i più noti destinatari dei provvedimenti c’è Oded Basyuk, ex capo della Direzione delle Operazioni delle IDF, che sarà formalmente congedato dal servizio di riserva. Basyuk aveva annunciato le dimissioni già nel marzo 2024, ma ora la sua esclusione viene formalizzata.
Stessa sorte per Yaron Finkelman, ex comandante del Comando Meridionale, e per l’ex capo dell’intelligence della divisione di Gaza, il cui nome non è stato divulgato per ragioni di sicurezza. Entrambi verranno esclusi da ogni futura attività militare nell’ambito delle riserve.
Zamir ha inoltre trovato un accordo con l’attuale capo dell’intelligence militare, Shlomi Binder, che terminerà il suo mandato come previsto e lascerà l’esercito al termine dell’incarico. Due figure chiave nel panorama dell’intelligence israeliana, Yossi Sariel, ex comandante dell’Unità 8200, e Aharon Haliva, ex capo dei servizi segreti dell’IDF, saranno anch’essi rimossi dal servizio di riserva, dopo non essersi presentati all’incontro formale con Zamir. Entrambi si erano dimessi già nel corso del 2024.
Anche il capo della divisione operativa dell’intelligence militare ha annunciato il proprio ritiro volontario dalle forze armate, completando così una serie di avvicendamenti che segnano un passaggio importante nella gestione delle responsabilità interne all’esercito israeliano.
Queste decisioni rappresentano un primo segnale concreto di volontà di riforma all’interno delle IDF, in un momento in cui la società israeliana chiede con forza chiarezza e responsabilità dopo le gravi falle che resero possibile l’attacco di Hamas nell’ottobre 2023.
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