di Corinna Pindaro
A Belém le delegazioni confermano un accordo di compromesso alla COP30. Nella bozza sparisce la “road map” per l’uscita dai combustibili fossili, ma ritorna il riferimento alla “transition away”. Il testo dovrà ora superare il voto finale in plenaria
Alle prime luci dell’alba brasiliana, dopo una notte di trattative serrate, uno dei delegati europei ha confermato che la COP30 potrebbe concludersi oggi con un’intesa, seppur non all’altezza delle ambizioni iniziali. La nuova versione della “Mutirao Decision”, il documento politico centrale della conferenza, avrebbe ottenuto il sostegno dei principali blocchi negoziali presenti a Belém. Ora l’obiettivo è portare il testo al voto finale in plenaria, inizialmente prevista per la tarda mattinata ma probabilmente rinviata di qualche ora.
La bozza finale attesa in plenaria
Il presidente della COP30, André Corrêa do Lago, ha fatto sapere che la versione definitiva del testo sarà pronta a metà mattina. Le delegazioni avranno poi bisogno di tempo per esaminarla prima della sessione conclusiva nell’Auditorium “Amazonas”. Come sempre in questi consessi, il consenso informale raggiunto durante la notte non garantisce un via libera immediato: le tensioni potrebbero riemergere proprio durante la plenaria, davanti alle telecamere di tutto il mondo. Nonostante questo, gli emissari europei si sono mostrati ottimisti: «Il presidente batterà il martelletto molto rapidamente», assicurano.
Un compromesso sul tema più divisivo: i combustibili fossili
Nelle ultime ore di negoziati si è consumato un duro confronto tra l’Unione Europea — sostenuta da un vasto fronte di Paesi — e l’Arabia Saudita, in rappresentanza del blocco dei produttori di petrolio. Bruxelles spingeva per inserire nel testo una vera e propria road map per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, proposta sostenuta anche dal presidente brasiliano Lula. Riyadh, però, ha ribadito per tutta la notte che non avrebbe mai accettato quella formulazione.
Per superare lo stallo, la road map sarebbe stata dunque eliminata dalla bozza finale. Al suo posto, secondo le indiscrezioni, compare un riferimento chiaro alla “transition away”, l’espressione introdotta alla COP28 di Dubai ma rimasta in sospeso per due anni. L’obiettivo della presidenza brasiliana è far sì che il nuovo testo, pur rinunciando alla parola più divisiva, renda più concreta l’attuazione della transizione energetica.
Attesa per la decisione finale
Il consenso raggiunto informalmente è un passo importante, ma non rappresenta la fine del percorso. Alcune delegazioni, pur non avendo sollevato obiezioni nel corso della notte, potrebbero decidere di far emergere il dissenso durante la plenaria. È già accaduto in altre COP e non è da escludere che possa ripetersi. In ogni caso, a Belém prevale un cauto ottimismo: la sensazione è che questa COP30, segnata da un equilibrio difficile tra ambizioni climatiche e pressioni geopolitiche, possa concludersi con un accordo politico che, pur imperfetto, segna un nuovo passaggio nella discussione globale.
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