di Emilia Morelli
A 92 anni, Lord Michael Heseltine torna a essere una delle voci più autorevoli del conservatorismo britannico. In un’intervista critica duramente Nigel Farage, denuncia i pericoli del populismo e invoca un riavvicinamento tra Regno Unito ed Europa
Lord Michael Heseltine, figura storica del conservatorismo moderato, continua a essere un punto di riferimento morale e intellettuale per la politica britannica. A 92 anni, l’ex ministro di Margaret Thatcher e già vicepremier con John Major incarna una stagione ormai scomparsa, lontana dalle polarizzazioni e dall’estremismo che oggi attraversano il Regno Unito. Dalla sua residenza nel Northamptonshire, circondato dai ricordi di una lunga carriera e dall’amicizia con il poeta Ted Hughes, Heseltine ricorda con nostalgia un’epoca in cui il confronto politico era guidato da razionalità e senso delle istituzioni.
Un conservatore europeista in tempi radicali
Heseltine non nasconde la sua delusione per la metamorfosi del Partito conservatore, sempre più orientato verso posizioni radicali e anti-europeiste. Da convinto sostenitore dell’integrazione europea, considera questa deriva un tradimento della tradizione moderata dei Tory. Il suo giudizio più duro è riservato a Nigel Farage, leader di Reform UK, che secondo molti sondaggi è ormai una presenza ingombrante nella politica britannica. Per Heseltine, Farage rappresenta una minaccia non solo per il partito, ma per l’intero Paese.
Farage, la Brexit e la critica al populismo
Nell’intervista, Heseltine afferma senza esitazioni che Nigel Farage incarna un modello politico pericoloso e riconducibile alle derive autoritarie del passato europeo. Secondo lui, il leader di Reform UK fa leva sul malcontento verso i migranti e sulla stagnazione economica per rafforzare il proprio consenso. L’ex ministro ricorda come dinamiche simili abbiano portato l’Europa verso scenari drammatici nel secolo scorso, e invita a non sottovalutare il rischio. Critica inoltre la narrativa populista che ha alimentato la Brexit, definendola una catastrofe che non ha frenato i flussi migratori, ma li ha addirittura aumentati.
Le tensioni attuali e il ruolo di Farage sulla scena pubblica
L’ex vicepremier denuncia anche l’opportunismo politico di Farage, accusandolo di cambiare immagine e retorica in base al contesto per ottenere consenso. Le recenti polemiche sulla Bbc, nate dopo un montaggio contestato di un discorso di Donald Trump, vengono interpretate da Heseltine come l’ennesima occasione colta da Farage per attaccare un’istituzione fondamentale del Paese. Pur riconoscendo che errori possono accadere, l’ex ministro difende la Bbc come presidio essenziale della democrazia britannica.
Il rischio di un governo guidato da Reform UK
Alla domanda sui possibili scenari se Farage arrivasse a Downing Street, Heseltine risponde parlando apertamente di “disastro nazionale”. Ricorda che il Regno Unito non ha mai sperimentato un governo di estrema destra nella sua storia moderna e mette in guardia dai rischi di un populismo alimentato dalla paura dei migranti e dall’incertezza economica. Per affrontare la questione migratoria, sostiene la necessità di un impegno strutturale a sostegno dei Paesi in via di sviluppo, un piano che ricorda lo spirito del dopoguerra.
Brexit, crisi economica e la sfida per il futuro
Secondo Heseltine, il populismo continua ad avere presa perché il Paese vive una fase di difficoltà economica e gestisce con fatica la pressione migratoria. Ritiene però che il consenso a Farage non sia inevitabile, e sottolinea come Reform UK, ora alla guida di alcune amministrazioni locali, stia già incontrando la resistenza della realtà rispetto agli slogan elettorali. Heseltine resta convinto che la maggioranza degli inglesi sia ancora animata da valori di tolleranza e apertura.
Un secolo di memoria e un appello all’Europa
La sua testimonianza si fa più intensa quando parla dei ricordi d’infanzia legati alla guerra: i bombardamenti, l’annuncio della fine del conflitto, la nascita del progetto europeo. Per Heseltine, l’Europa unita resta la più grande conquiste del dopoguerra, qualcosa che va difeso con fermezza. Racconta con orgoglio il suo contributo alla nascita dell’Agenzia spaziale europea e sottolinea come il continente debba investire molto di più per essere competitivo a livello globale.
L’auspicio: un ritorno del Regno Unito nel cuore dell’Ue
Per Lord Heseltine non c’è dubbio: il Regno Unito prima o poi tornerà nell’Unione Europea. L’esito della Brexit, a suo avviso disastroso, finirà per convincere gli stessi britannici della necessità di un riavvicinamento. Desidera che le nuove generazioni condividano un futuro comune con l’Europa, evitando che il Paese rimanga ai margini di un progetto che definisce storico e vitale.
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