di Carlo Longo
Il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene sul caso del gozzo di Roberto Fico, accusato dalla destra di ormeggio abusivo nell’area militare di Nisida. La relazione ministeriale smentisce ogni irregolarità e chiarisce costi, procedure e motivazioni dell’assegnazione
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha messo nero su bianco la sua versione sulla vicenda riguardante l’ormeggio del gozzo di Roberto Fico nell’area militare di Nisida. Negli ultimi giorni il candidato alla presidenza della Regione Campania per il centrosinistra era stato al centro di un’intensa polemica politica, alimentata dalla destra che aveva parlato di presunto ormeggio abusivo. L’interrogazione parlamentare presentata sul tema ha spinto Crosetto a fornire una risposta ufficiale, dalla quale emerge che non esistono violazioni o favoritismi. La ricostruzione, tuttavia, difficilmente basterà a placare le contestazioni nei confronti dell’ex presidente della Camera.
Perché l’imbarcazione di Fico si trovava a Nisida
Nella sua relazione il ministro chiarisce che la richiesta di un posto barca da parte di Fico risale al 2018, periodo in cui ricopriva la terza carica dello Stato. L’ormeggio nell’area militare, sorvegliata e controllata, era stato concesso per esigenze di sicurezza personale. Crosetto specifica che, anche dopo la conclusione del mandato istituzionale, la concessione è stata rinnovata senza interruzioni annuali. Non si tratterebbe, quindi, di un privilegio illegittimo, ma della normale prosecuzione di un rapporto associativo già in essere.
Il ruolo dell’associazione sportiva e l’iter per l’assegnazione dei posti barca
A rendere possibile l’ormeggio è l’affiliazione di Fico alla Asd Sezione Velica Accademia Aeronautica, l’associazione sportiva dilettantistica che opera all’interno dell’area militare e gestisce gli approdi di Nisida. Lo statuto della Asd prevede che i soci, ordinari o sostenitori, possano accedere ai posti barca senza limiti temporali, purché rimanga valida l’autorizzazione del Comando dell’Accademia a svolgere attività sociale nell’area. Secondo quanto riportato dal ministro, l’ingresso dei nuovi soci avviene su presentazione del Comando e i posti barca possono essere assegnati, oltre che al personale militare e civile, anche a un numero limitato di persone esterne valutate secondo criteri discrezionali. Le procedure risultano dunque conformi alle norme interne.
Costi e verifiche su altre aree militari
Uno dei punti più discussi riguarda l’aspetto economico della concessione. Crosetto afferma che la quota annuale pagata da Fico per l’affiliazione e per l’ormeggio è pari a circa 550 euro, un importo definito congruo e in linea con quanto avviene in altre realtà analoghe. Il ministro ha comunque disposto ulteriori verifiche per acquisire dati su casi simili e sui relativi costi in altre aree gestite dalle Forze armate, così da fornire un quadro più completo e trasparente.
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