di Mario Tosetti
Via libera del Consiglio dei ministri al decreto sull’ex Ilva: nuovi finanziamenti, misure per i lavoratori, indennizzi e proteste a Taranto. Opposizioni e sindacati chiedono un ruolo diretto dello Stato
Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto dedicato all’ex Ilva, dopo una discussione durata circa un’ora e mezza. Il provvedimento prevede interventi
urgenti per garantire la continuità operativa degli stabilimenti, autorizzando l’utilizzo dei 108 milioni di euro avanzati dal precedente prestito ponte e introducendo un ulteriore stanziamento di 20 milioni per il 2025 e il 2026.
Queste risorse saranno destinate principalmente alla cassa integrazione e ai programmi di formazione dei dipendenti, consentendo allo Stato di coprire fino al 75% dell’integrazione della Cigs, finora sostenuta direttamente da Acciaierie d’Italia. Entro febbraio è attesa la conclusione della gara per la scelta del nuovo soggetto aggiudicatario.
Gli altri 92 milioni del finanziamento sono già stati destinati agli interventi essenziali sugli altoforni, alle manutenzioni, agli adeguamenti ambientali previsti dalla nuova AIA e al piano di ripartenza produttiva.
Supporto ai proprietari di immobili e indennizzi per le imprese energivore
Il decreto interviene anche sul Fondo dedicato agli indennizzi per i residenti del quartiere Tamburi di Taranto. Le somme non utilizzate nel 2025 potranno essere impiegate per integrare gli indennizzi parziali delle richieste presentate l’anno precedente.
Il provvedimento riconosce inoltre un indennizzo ad Acciaierie d’Italia relativo ai contributi destinati alle imprese ad alto consumo energetico, con particolare riferimento agli sconti sulle forniture e alle quote ETS.
La posizione delle opposizioni: “Serve una guida statale”
Il Partito Democratico torna a chiedere un intervento diretto dello Stato nella gestione del futuro industriale dell’ex Ilva. La segretaria Elly Schlein sottolinea la necessità di una cordata industriale pubblica in grado di investire in modo strutturale e di avviare un percorso deciso di decarbonizzazione, garantendo continuità produttiva e tutele occupazionali.
Schlein definisce ormai inaccettabile ogni ulteriore rinvio e ribadisce la disponibilità del partito a collaborare per individuare soluzioni condivise.
Le proteste a Taranto: strade bloccate dai lavoratori
Mentre il governo approva il decreto, a Taranto crescono le tensioni sociali. Le principali vie di accesso alla città sono rimaste bloccate dalle proteste dei lavoratori dell’indotto e dei dipendenti di Acciaierie d’Italia. Dopo le assemblee mattutine, i lavoratori hanno dato vita a presidi in attesa della convocazione del tavolo di confronto per lo stabilimento di Taranto da parte del Mimit.
Convocato un incontro per gli stabilimenti del Nord
Per quanto riguarda i siti produttivi del Nord – Genova-Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi – il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per il 28 novembre un incontro con sindacati ed enti territoriali.
L’incontro servirà ad aggiornare le parti sul piano di manutenzione degli impianti e sui programmi di formazione presentati dai Commissari nell’ultima riunione a Palazzo Chigi.
In una nota congiunta, i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm hanno ribadito che il confronto complessivo sull’ex Ilva deve tornare nella sede della Presidenza del Consiglio e che il governo dovrebbe ritirare il piano attualmente proposto.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Ex Ilva, nuovo decreto del governo: fondi, indennizzi e tensioni sociali tra proteste e richieste dei sindacati proviene da Associated Medias.

