di Emilia Morelli

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis rinviato a giudizio per falso in bilancio legato alle plusvalenze Manolas e Osimhen. Processo fissato al 2026, la difesa contesta la decisione

de laurentiis Il giudice per l’udienza preliminare di Roma ha deciso il rinvio a giudizio per Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, con l’accusa di falso in bilancio relativo ai conti societari del triennio 2019-2021. Insieme al numero uno del club, saranno processati anche l’amministratore delegato Andrea Chiavelli e la stessa società sportiva.

Il procedimento riguarda presunte plusvalenze irregolari legate all’arrivo a Napoli di Kostas Manolas dalla Roma nell’estate 2019 e al trasferimento di Victor Osimhen dal Lille nel 2020. Il dibattimento inizierà ufficialmente il 2 dicembre 2026.

Le reazioni della difesa: “Decisione inspiegabile”

Gli avvocati Gaetano Scalise, Fabio Fulgeri e Lorenzo Contrada, che assistono De Laurentiis, hanno espresso forte sorpresa per la scelta del gup. Secondo i legali, l’esito dell’udienza preliminare sarebbe il segnale di un sistema che non garantisce un esame realmente terzo delle accuse.

La difesa sostiene che vi fossero tutte le condizioni per un proscioglimento e critica la ricostruzione della Guardia di Finanza, definita non conforme ai principi contabili. I penalisti lamentano inoltre l’assenza dell’obbligo di motivazione nei decreti di rinvio a giudizio, che a loro avviso condiziona negativamente molti procedimenti.

Nessun vantaggio per la società, secondo i difensori

Nell’intervento conclusivo, i legali hanno ricordato come gli stessi pubblici ministeri avrebbero sottolineato che il club non avrebbe tratto alcun beneficio illecito dalle operazioni contestate. Proprio per questo, ritengono la decisione del giudice non in linea con quanto emerso in requisitoria e confidano che il processo possa chiarire ogni aspetto della vicenda.

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