di Emilia Morelli

Giorgia Meloni sale al Quirinale per un faccia a faccia con Sergio Mattarella dopo le polemiche politiche scatenate dai retroscena sul consigliere Garofani. Il governo parla di sintonia istituzionale, ma il Colle resta perplesso

meloni mattarellaDopo una giornata segnata da silenzi e comunicazioni interrotte tra Palazzo Chigi e il Quirinale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato Sergio Mattarella. La riunione, durata poco meno di venti minuti, si è tenuta poco prima dell’ora di pranzo, al rientro della premier da Mestre, dove aveva partecipato alla chiusura della campagna elettorale in Veneto.

L’origine dello scontro e le reazioni del Colle

Il clima si era fatto teso dopo le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che aveva commentato un retroscena pubblicato dalla Verità. L’articolo evocava addirittura un presunto complotto organizzato dal Quirinale contro il governo, un’ipotesi definita “ridicola” dalla presidenza della Repubblica. Mattarella e i suoi collaboratori attendevano un segnale da parte dell’esecutivo, arrivato infine con la telefonata con cui Meloni ha chiesto l’incontro.

La versione di Palazzo Chigi

Secondo quanto riferito da fonti governative, Meloni ha voluto ribadire personalmente a Mattarella la continuità del rapporto istituzionale tra i due palazzi, assicurando che non c’è mai stato alcun dubbio sulla collaborazione. Nel colloquio, la premier ha espresso il proprio disappunto per le dichiarazioni del consigliere Francesco Saverio Garofani, riportate dal quotidiano di Maurizio Belpietro, ritenendole inappropriate. Allo stesso tempo ha difeso Bignami, sostenendo che la sua uscita fosse una semplice richiesta di chiarimento, non un attacco al Quirinale. L’obiettivo, secondo la ricostruzione dell’esecutivo, era evitare che la vicenda degenerasse in un conflitto tra istituzioni.

La lettura del Quirinale

Una versione che, però, al Colle è stata accolta con sorpresa. Mattarella aveva apprezzato la richiesta di incontro e i toni relativamente distesi usati da Meloni durante il confronto. Sembrava che la crisi fosse stata superata. Ma la nota diffusa in seguito da Palazzo Chigi, nel merito e nel linguaggio, ha alimentato il sospetto che la volontà di chiudere la polemica non fosse così convinta. Una sensazione rafforzata dal fatto che la premier abbia insistito sulle responsabilità del consigliere Garofani anziché prendere pienamente le distanze dal caso.

Il ruolo di Fratelli d’Italia nella gestione della crisi

La mattina stessa, Fratelli d’Italia aveva rilanciato la polemica attraverso le dichiarazioni del capogruppo al Senato Lucio Malan, in linea con la strategia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Malan aveva interpretato le parole di Garofani riportate dal Corriere come una conferma della propria posizione e un’occasione per chiedere scuse alla sinistra. Una mossa politica che sembrava più orientata a marcare il terreno che a stemperare i toni.

Il tentativo di ricomporre la frattura

Solo in serata, dopo l’incontro tra Meloni e Mattarella, il partito della premier ha cercato di abbassare il livello dello scontro. Una nota congiunta di Malan e Bignami ha dichiarato chiusa la vicenda, rinnovando la stima verso il presidente della Repubblica e sottolineando la piena sintonia istituzionale tra Quirinale e governo. Un messaggio pacificatore che arriva però dopo una giornata segnata da reciproche perplessità.

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