di Ennio Bassi

Mentre l’offensiva russa colpisce duramente l’Ucraina, emergono contatti segreti tra Washington e Mosca per porre fine al conflitto. Zelensky incontra Erdogan ad Ankara, ma Mosca resta fuori dai colloqui

Una nuova notte di sangue in Ucraina. Un massiccio attacco di droni russi ha colpito la città di Kharkiv, nel nord del Paese, ferendo 32 persone, tra cui due bambini. Lo ha riferito il ministero dell’Interno ucraino, sottolineando che gli attacchi hanno provocato incendi in più punti della città, richiedendo l’intervento delle squadre di emergenza.

In parallelo, Volodymyr Zelensky è arrivato oggi ad Ankara, dove ha in agenda un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Al centro del vertice la ricerca di un cessate il fuoco e di una soluzione diplomatica al conflitto. Tuttavia, la Russia non parteciperà ai colloqui, come confermato dal Cremlino: “Per ora questi contatti avvengono senza di noi”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.

Intanto, secondo quanto riportato da Axios, un nuovo piano di pace in 28 punti sarebbe stato discusso in via confidenziale tra Washington e Mosca. L’inviato USA Steve Witkoff, che avrebbe dovuto incontrare oggi Zelensky in Turchia, ha rinviato il viaggio, ma ha già incontrato nei giorni scorsi il consigliere per la sicurezza nazionale ucraino Rustem Umerov a Miami. Il piano include proposte su garanzie di sicurezza, equilibrio strategico in Europa e relazioni future tra Stati Uniti e Russia.

Secondo il Wall Street Journal, il presidente Donald Trump ha inviato una delegazione del Pentagono a Kiev, guidata dal segretario dell’Esercito Dan Driscoll e da due generali a quattro stelle, per discutere con le autorità ucraine la situazione sul campo e la possibilità di riavviare negoziati di pace. In programma anche un successivo incontro con interlocutori russi.

Ma mentre la diplomazia si muove, i combattimenti proseguono senza sosta. Zelensky ha denunciato che, nelle ultime ore, la Russia ha lanciato oltre 470 droni e 48 missili, provocando nove vittime nell’ovest del Paese e danni gravi a Leopoli, dove un magazzino di pneumatici è andato in fiamme. Interruzioni di corrente sono state registrate in diverse regioni, mentre la Romania e la Polonia hanno fatto decollare i propri jet per proteggere lo spazio aereo.

Nel contempo, la Polonia ha annunciato la chiusura dell’ultimo consolato russo a Danzica, in risposta agli atti di sabotaggio avvenuti sul proprio territorio, attribuiti a operazioni di intelligence russa. “Si tratta di terrorismo sponsorizzato dallo Stato”, ha detto il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski.

Sul fronte militare, l’Ucraina conferma l’uso dei missili ATACMS contro strutture militari in territorio russo, un attacco che Mosca dichiara di aver neutralizzato completamente. Secondo il ministero della Difesa russo, i quattro missili lanciati verso Voronezh sono stati intercettati, anche se alcuni detriti hanno danneggiato edifici civili.

Infine, resta drammatica la situazione a Pokrovsk, nell’oblast’ di Donetsk, dove le truppe russe avrebbero sfondato le difese entrando in varie zone della città. Kiev teme che possa cadere come accadde a Bakhmut, e ha intensificato la resistenza. “Il nemico è stato annientato”, recita un rapporto ucraino, ma l’assedio si fa ogni giorno più critico.

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