di Carlo Longo

Il documento riservato del ministro Crosetto denuncia una guerra ibrida crescente contro l’Occidente: disinformazione, cyber attacchi, pressioni sulle materie prime e sabotaggi. Ecco cosa prevede il report e quali misure propone per proteggere l’Italia

crosettoIl dossier elaborato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, un testo di 119 pagine definito “non paper”, tratteggia una forma di conflitto diversa da quelle tradizionalmente riconosciute. La guerra ibrida, spiega il documento, è una minaccia silenziosa e sottile, capace di insinuarsi nei processi democratici attraverso operazioni difficili da attribuire e ancora più difficili da contrastare.

Secondo l’analisi, alcuni Paesi – con la Russia in prima linea – starebbero intensificando gli sforzi per interferire nelle democrazie occidentali, alterando la percezione dell’opinione pubblica e indebolendo la fiducia nelle istituzioni. La disinformazione giocata durante le fasi elettorali, dalle europee alle presidenziali statunitensi, mira a screditare candidati, partiti e media tradizionali, minando progressivamente la partecipazione civica.

Il rischio strategico: materie prime e rotte marittime sotto attacco

Il documento ipotizza anche scenari più estremi, nei quali la guerra ibrida colpisce direttamente la sicurezza economica dell’Europa e dell’Italia. In particolare, si prospetta la possibilità che soggetti ostili limitino l’accesso alle materie prime essenziali o blocchino choke points marittimi cruciali per il commercio internazionale.

Secondo il report, un’azione coordinata contro approvvigionamenti e rotte navali potrebbe intaccare la capacità produttiva europea e mettere sotto pressione la coesione sociale. Uno scenario definito “da incubo”, ma non impossibile in assenza di contromisure efficaci.

Gli attori della guerra ibrida: Stati e proxy che agiscono nell’ombra

La minaccia non arriva solo da governi autoritari come Russia, Cina, Iran e Corea del Nord, ma anche da una rete di gruppi non statali, incluse organizzazioni terroristiche e criminalità transnazionale. Il report evidenzia come molte attività ostili si presentino come “incidenti” per evitare attribuzioni dirette.

Pechino viene accusata di esercitare influenza sfruttando il controllo sulle materie prime critiche e sul debito di Paesi vulnerabili, specialmente in Africa. L’Iran, invece, agirebbe attraverso milizie proxy come Hezbollah e gli Houthi, minacciando passaggi marittimi strategici.

L’Italia sarebbe particolarmente esposta in tre ambiti: energia, infrastrutture critiche e sistema politico-sociale.

Le tattiche: sabotaggi, manipolazione digitale e infiltrazioni

La caratteristica principale della guerra ibrida è la capacità di colpire senza esporsi. Il documento sottolinea come gli attacchi siano progettati per causare danni e allo stesso tempo generare incertezza e sfiducia.

La manipolazione informativa nel cyberspazio è una delle armi più incisive: operazioni psicologiche, propaganda, agenti sul campo e proxy lavorano in combinazione per destabilizzare governi e opinioni pubbliche. L’obiettivo finale, secondo il report, è interferire con i processi democratici, indebolire le alleanze occidentali e minare la legittimità dei governi.

I settori più vulnerabili: energia, trasporti, sanità, finanza

Crosetto avverte che un singolo attacco, se mirato a un settore strategico, può paralizzare l’intero Paese. Le aree a rischio includono centrali elettriche, gasdotti, porti, aeroporti, reti ferroviarie, data center, ospedali e sistemi di pagamento.

Particolare attenzione viene riservata al settore sanitario, indicato come uno dei bersagli preferiti dagli attacchi cyber, con possibili impatti gravissimi sui servizi di emergenza e sulle terapie intensive.

La risposta italiana: potenziare il fronte cibernetico

Per contrastare in modo efficace questa minaccia, il documento propone un significativo rafforzamento delle strutture di difesa. Tra le misure suggerite spicca la creazione di un grande Cyber Command sotto il controllo dello Stato Maggiore della Difesa, affiancato da un’Arma cyber mista – civile e militare – composta da almeno 5.000 specialisti, con un primo obiettivo immediato tra 1.200 e 1.500 unità operative.

Viene inoltre proposta l’istituzione di un Centro di comando e controllo nazionale dedicato alla guerra ibrida, insieme alla definizione formale dello spazio cyber come area di operazioni militari.

La Cina e la strategia delle materie prime

Il documento riserva un intero capitolo alle modalità con cui la Cina sfrutta il dominio sulle terre rare per esercitare pressione politica ed economica. Oltre al controllo delle risorse, Pechino avrebbe consolidato una rete di Paesi indebitati che dipendono dalla sua sfera di influenza, condizionando scelte politiche e commerciali.

La zona grigia: manovre ostili sotto la soglia della guerra

La relazione descrive anche un aumento delle attività “sotto soglia”: sconfinamenti aerei lungo i confini NATO, esercitazioni navali provocatorie e sorvoli di droni non identificati su strutture civili e militari europee. Azioni che non sfociano in una guerra dichiarata, ma che creano pressioni costanti e logorano la resilienza degli Stati.

Il fronte cyber e la vulnerabilità dei sistemi sanitari

Il cyberspazio è descritto come il campo di battaglia più dinamico. L’Italia subirebbe ogni giorno numerosi attacchi contro funzioni essenziali dello Stato, e il settore sanitario viene citato come uno dei più esposti, con rischi diretti per la sicurezza dei cittadini.

L’intelligenza artificiale come moltiplicatore di minacce

Il report avverte che l’evoluzione delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale sta trasformando la natura delle operazioni ibride. Robotica avanzata, droni autonomi e sistemi automatizzati potrebbero rendere questi attacchi sempre più tangibili e distruttivi.

Il quadro ucraino: un conflitto che muta l’equilibrio europeo

Riguardo alla guerra in Ucraina, il documento evidenzia come gli aiuti occidentali stiano permettendo a Kiev di resistere ma non di ribaltare la situazione. La Russia, pur avendo subito perdite ingenti, mantiene il controllo dell’opinione pubblica e continua ad avanzare grazie a un’economia ormai totalmente orientata allo sforzo bellico.

L’Europa, pur non essendo un attore diretto, si troverebbe coinvolta in un conflitto asimmetrico, rischiando di assistere passivamente al logoramento favorevole a Mosca.

Le strategie della Russia contro l’Occidente

Il report individua nella guerra cognitiva russa il cuore della minaccia: disinformazione, manipolazione, sabotaggi, incendi dolosi, cyber attacchi e perfino la gestione dei flussi migratori come strumento destabilizzante.

Gli esempi citati includono sabotaggi a infrastrutture, operazioni coordinate dalla Bielorussia ai danni della Polonia e la creazione di copie false di siti di grandi testate europee per diffondere notizie costruite.

Serve una reazione politica e militare: le raccomandazioni finali

Crosetto avverte che limitarsi a contenere queste minacce non è più sufficiente. Occorre una strategia attiva, con interventi politici e operativi coraggiosi. Il documento indica quattro priorità: definire lo spazio cyber come area di operazioni; creare un’Arma cyber; garantire tutele funzionali a questo corpo; istituire un Centro europeo dedicato al contrasto della guerra ibrida.

Secondo il report, senza una risposta decisa l’Occidente rischia di “risvegliarsi davanti a un danno irreparabile chiedendosi come sia stato possibile”.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo La nuova guerra ibrida: il report Crosetto svela minacce occulte contro l’Italia e l’Europa proviene da Associated Medias.