di Corinna Pindaro
La portaerei HMS Prince of Wales diventa pienamente operativa per la Nato con i caccia F-35. Collaborazione rafforzata tra Italia e Regno Unito, nuove esercitazioni nel Mediterraneo e focus sulla sicurezza europea
La HMS Prince of Wales ha raggiunto un traguardo storico: è la prima portaerei in ambito Nato a schierare in modo completo i moderni caccia F-35 di quinta generazione, acquisendo lo status di piena operatività per eventuali missioni militari. Per la Royal Navy si tratta dell’ingresso ufficiale nel ruolo di piattaforma chiave per la sicurezza dell’Alleanza Atlantica, con capacità avanzate di sorveglianza, difesa e proiezione di potenza.
In occasione di questa fase cruciale, il ministro della Difesa britannico John Healey e la ministra degli Esteri Yvette Cooper avrebbero dovuto incontrare al largo di Napoli i colleghi italiani Guido Crosetto e Antonio Tajani. Il vertice, parte del formato di dialogo “2+2” e pensato per rinsaldare la cooperazione europea nel segno della strategia britannica “Nato First”, è stato però rinviato a causa del maltempo e sostituito da una videoconferenza.
Esercitazioni congiunte e interoperabilità Nato
Il conseguimento della piena capacità operativa del Carrier Strike Group britannico rappresenta un primato europeo. Mai prima d’ora la Nato aveva potuto contare su un gruppo navale dotato di portaerei impiegante F-35, assetto che secondo Londra aumenterà in modo significativo la deterrenza e la reattività dell’Alleanza.
Nell’ambito dell’esercitazione “Falcon Strike”, i jet britannici hanno operato insieme ai velivoli italiani, offrendo una dimostrazione concreta di interoperabilità e coesione. La cooperazione aerea tra i due Paesi è stata definita dal governo di Londra una testimonianza della solidità delle capacità Nato nel Mediterraneo.
Cooperazione Italia–Regno Unito: sicurezza, difesa e minacce ibride
Il confronto tra i ministri, seppur online, manterrà invariati i temi principali: rafforzamento dei rapporti bilaterali nel settore della difesa, strategie comuni contro le minacce ibride e attenzione permanente alla sicurezza europea, soprattutto in relazione all’aggressione russa contro l’Ucraina.
Healey sottolineerà come la piena operatività della Prince of Wales rappresenti un passaggio di orgoglio per Londra, simbolo di una nuova stagione di priorità militari e collaborazione internazionale. I velivoli italiani F-35 già operanti dalla portaerei britannica confermano una sinergia sempre più stretta tra le due forze armate.
Cooper evidenzierà invece la dimensione strategica della partnership con l’Italia: dalla cooperazione sul programma aereo di nuova generazione Gcap, fino al contributo condiviso alla stabilità del Mediterraneo e dell’Europa attraverso esercitazioni congiunte.
Neptune Strike: il prossimo banco di prova nel Mediterraneo
Dopo mesi di attività nel teatro indo-pacifico, il Carrier Strike Group rientra nel Mediterraneo per partecipare all’esercitazione Nato “Neptune Strike”, una delle operazioni più articolate dell’Alleanza nella regione. Le attività comprenderanno attacchi simulati contro obiettivi in mare, missioni aeree di precisione, operazioni anfibie e scenari antisommergibile volti a garantire la libertà di navigazione e la protezione dei principali snodi marittimi.
Il gruppo comprende navi e aeromobili della Royal Navy, con la Prince of Wales che ospita il più grande contingente di F-35 mai schierato da un singolo Paese a bordo di una portaerei. Più di 4mila militari britannici, insieme a personale di Norvegia, Nato e altri partner regionali, hanno preso parte al dispiegamento, confermando la portata internazionale dell’operazione.
Una nuova centralità per la Nato nel Mediterraneo
Il ritorno della portaerei britannica nel bacino mediterraneo, unito alla collaborazione attiva con gli alleati italiani, greci e spagnoli, segna un rafforzamento della presenza Nato in una regione strategica per la sicurezza europea. Le attività previste nei porti di Grecia, Albania, Italia e Spagna testimoniano una fase di intensa cooperazione operativa e diplomatica.
La Prince of Wales si conferma così un assetto fondamentale per le missioni future dell’Alleanza, capace di migliorare la deterrenza e la capacità di risposta davanti alle nuove sfide geopolitiche.
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