di Redazione
Il passaggio settentrionale di Zikim torna operativo dopo mesi di chiusura, portando a tre i valichi attivi per l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza
Mercoledì Israele ha annunciato la riapertura del valico di Zikim, nel nord della Striscia di Gaza, permettendo così un parziale rafforzamento dei canali umanitari destinati ai civili palestinesi. Il valico, chiuso dallo scorso settembre per motivi di sicurezza, si trova nei pressi della città di Beit Lahia e fungerà nuovamente da punto di accesso per convogli carichi di cibo, acqua, medicinali e altri beni di prima necessità.
La decisione è stata resa nota dal COGAT – l’ente del Ministero della Difesa israeliano responsabile per le questioni civili nei territori palestinesi – che ha sottolineato come gli aiuti saranno distribuiti dalle Nazioni Unite e da organizzazioni internazionali, previa ispezione delle merci da parte dell’Autorità per i Valichi terrestri israeliana.
Con la riapertura di Zikim, salgono a tre i varchi attualmente utilizzabili per l’ingresso di assistenza umanitaria nella Striscia: oltre a Zikim, rimangono attivi anche Kerem Shalom, al confine meridionale con Israele ed Egitto, e Kissufim, situato più a est, nei pressi di Deir al Balah. Il valico di Rafah, invece – unico punto di accesso non controllato da Israele – resta chiuso dal maggio 2024, bloccando di fatto un canale fondamentale per il coordinamento diretto con il governo egiziano.
La riapertura di Zikim arriva in un momento critico, mentre la Striscia di Gaza affronta una gravissima crisi umanitaria. Il cessate il fuoco raggiunto tra Israele e Hamas lo scorso 10 ottobre prevedeva l’ingresso quotidiano di almeno 600 camion di aiuti, ma secondo il World Food Programme dell’ONU, le forniture attualmente in arrivo non superano la metà del fabbisogno stimato.
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