di Emilia Morelli
Nuove email di Jeffrey Epstein citano Donald Trump e una presunta vittima. I documenti, diffusi dal Congresso, alimentano nuove tensioni politiche

Nuove rivelazioni riaccendono l’attenzione sul legame tra Jeffrey Epstein e Donald Trump. Secondo documenti pubblicati dai deputati democratici della Commissione di supervisione della Camera, il finanziere avrebbe menzionato più volte l’ex presidente statunitense nelle sue comunicazioni private, lasciando intendere che fosse a conoscenza delle sue attività con le ragazze coinvolte.
A riportare la notizia è la Cnn, secondo cui Epstein avrebbe parlato di Trump in diversi messaggi scambiati con Ghislaine Maxwell — poi condannata per traffico sessuale — e con lo scrittore Michael Wolff, vicino all’entourage dell’ex presidente.
Le email e i riferimenti a una presunta vittima
Dalle email rese pubbliche emerge che Epstein affermava che Trump avesse trascorso del tempo con una donna indicata come vittima del suo giro di sfruttamento sessuale. In un messaggio datato 2 aprile 2011, Epstein scriveva a Maxwell: “Quel cane che non ha abbaiato è Trump. Una vittima ha passato ore a casa mia con lui, e non è mai stata menzionata una volta”.
Il significato preciso della frase resta incerto, ma il contenuto ha destato notevole attenzione nel Congresso e nei media statunitensi. Le comunicazioni coprono un arco temporale di circa quindici anni e, pur non coinvolgendo direttamente Trump come mittente o destinatario, sollevano nuovi interrogativi sui suoi rapporti con Epstein.
Le indagini e il ruolo del Congresso
Le email sono state diffuse dai deputati democratici dopo una lunga battaglia legale con gli amministratori del patrimonio di Epstein. La pubblicazione arriva in una fase delicata per l’inchiesta, coincidente con l’insediamento della nuova deputata democratica Adelita Grijalva. Quest’ultima ha dichiarato l’intenzione di spingere la Camera a votare per la desecretazione completa dei documenti ancora coperti da riservatezza.
Anche alcuni repubblicani avrebbero appoggiato la proposta, segnando una presa di distanza da Trump, che potrebbe subire danni d’immagine rilevanti in vista delle prossime elezioni.
La risposta della Casa Bianca
Immediata la replica dell’entourage di Trump. In una nota, la portavoce Karoline Leavitt ha accusato i Democratici di aver “diffuso selettivamente le email per costruire una narrativa falsa e screditare il presidente”. La Casa Bianca definisce quindi le rivelazioni come “un attacco politico orchestrato”, sostenendo che Trump non sia mai stato accusato formalmente di alcun reato legato a Epstein o Maxwell.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
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