di Velia Iacovino
Nonostante il cessate il fuoco formalmente in vigore, le forze israeliane hanno continuato a colpire diverse aree della Striscia di Gaza. Secondo fonti palestinesi, citate da Al Jazeerah i bombardamenti e le operazioni di terra non si sono mai realmente interrotti. A sud, nei pressi di Rafah, Hamas ha dichiarato di aver recuperato i resti del soldato israeliano Hadar Goldin da un tunnel, episodio che rischia di riaccendere le tensioni tra le parti.
Demolizioni e distruzioni a Khan Younis
Sul terreno, l’esercito israeliano sta conducendo estese operazioni di demolizione nella zona orientale di Khan Younis, nel sud di Gaza. Interi quartieri risultano devastati: secondo una prima valutazione delle autorità locali, nove edifici su dieci sono stati completamente o parzialmente distrutti.
Il ritorno tra le macerie
A quattro settimane dall’annuncio del cessate il fuoco, migliaia di famiglie stanno tornando nelle loro abitazioni ridotte in rovina. Ma le infrastrutture idriche e fognarie sono distrutte, i rifiuti si accumulano ovunque e il rischio di epidemie cresce di giorno in giorno. Secondo le stime delle Nazioni Unite, oltre 61 milioni di tonnellate di macerie dovranno essere rimosse in tutta la Striscia. Durante i colloqui sul clima COP30 in Brasile, l’ambasciatore palestinese Ibrahim al-Zeben ha denunciato la crisi ambientale e sanitaria che colpisce Gaza: “Le terre agricole sono state devastate, la fame è usata come arma. La popolazione affronta gravi rischi per la salute pubblica”.
Attacco di coloni in Cisgiordania
Nel frattempo, in Cisgiordania, un palestinese è rimasto ferito in un attacco da parte di coloni israeliani nel villaggio di Umm al-Khair, a sud di Hebron. L’episodio si inserisce in una spirale di violenze crescenti: l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) ha registrato oltre 260 attacchi di coloni nel solo mese di ottobre, il numero più alto dal 2006, con una media di otto attacchi al giorno.
Mentre la comunità internazionale rinnova gli appelli alla tregua e alla ricostruzione, Gaza continua a essere intrappolata in una crisi umanitaria, ambientale e sociale che sembra lontana da una soluzione.
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