di Ennio Bassi

Nella cornice degli IBM Studios, la Robert F. Kennedy Human Rights Italia ha festeggiato il ventennale della sua attività e il centenario dalla nascita del senatore statunitense. Premiati Jasmine Paolini, Fabio Roia, Bernabò Bocca e Leonardo Maria Del Vecchio. Kerry Kennedy tra gli ospiti

Milano è stata di nuovo lo scenario del gala “Be the Hope”, evento annuale promosso dalla Robert F. Kennedy Human Rights Italia, che quest’anno ha assunto un significato speciale: ricorrono infatti sia i cento anni dalla nascita di Robert Francis Kennedy, figura iconica nella lotta per i diritti civili, sia i vent’anni dalla nascita della sezione italiana dell’organizzazione.

La serata, ospitata negli IBM Studios e condotta dalla giornalista Maria Latella, ha avuto come obiettivo la raccolta fondi per i programmi educativi e sociali della fondazione, attivi su tutto il territorio italiano. Tra questi, iniziative nelle scuole, servizi doposcuola per bambini e ragazzi vulnerabili, progetti estivi e percorsi di inclusione lavorativa per fasce fragili della popolazione.

Presenti all’evento Kerry Kennedy, figlia di Robert e Presidentessa Onoraria della RFK Italia, Donato Tramuto (Vicepresidente) e Federico Moro (Segretario Generale), accanto a numerose personalità del mondo delle istituzioni, delle imprese, della cultura e del terzo settore.

A sottolineare il valore simbolico della serata è stato Stefano Lucchini, Presidente della RFK Human Rights Italia, che ha dichiarato: «Da vent’anni portiamo avanti in Italia progetti educativi e di sensibilizzazione ai diritti umani, lavorando costantemente per veicolare messaggi di inclusione e uguaglianza, nel solco dell’insegnamento lasciatoci da Robert F. Kennedy, del quale tra pochi giorni si celebreranno i cento anni dalla nascita. Quest’anno abbiamo premiato personalità che si sono contraddistinte per il loro lavoro e impegno quotidiano, un esempio da seguire per tutti, specie per i più giovani. Il nostro obiettivo è chiaro: costruire una cultura diffusa dei diritti umani, partendo dalle nuove generazioni, perché il cambiamento reale comincia nelle scuole, nei territori, nelle comunità locali. La memoria, per noi, è un esercizio quotidiano di impegno civico».

Tra i riconoscimenti assegnati, quello a Jasmine Paolini, campionessa di tennis collegata da Riad in occasione delle Finals WTA, premiata per la sua testimonianza di resilienza, determinazione e umiltà. Nel suo videomessaggio, ha commentato: «Sono davvero felice e onorata di ricevere questo premio. Un riconoscimento che mi dà una motivazione ancora più forte per le sfide che mi attendono nelle prossime settimane. Robert Francis Kennedy era un grande amante dello sport e del tennis, mi piace pensare che questo sia un piccolo filo che ci lega. Ritengo questo premio un trofeo speciale: significa riconoscere che la mia storia può essere un messaggio positivo. Un messaggio fatto di resilienza e tenacia che, attraverso RFK Italia, può arrivare a tante ragazze e tanti ragazzi nelle scuole italiane».

Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano, è stato premiato per il suo costante impegno nella lotta contro la violenza di genere, attraverso iniziative concrete che spaziano dalla formazione di operatori alla partecipazione a commissioni parlamentari. «Il ricevimento del Premio Robert F. Kennedy Italia 2025 mi rende particolarmente orgoglioso e mi spinge a continuare nell’oscuro lavoro di contribuire a cambiare una cultura ancora fortemente patriarcale e tale da soffocare la libertà delle donne in tutte le loro espressioni. Le diverse forme di violenza contro il genere femminile potranno essere sradicate soltanto con l’impegno degli uomini che quotidianamente attuino condotte di leale rispetto in tutte le relazioni».

Bernabò Bocca, Presidente della Fondazione CR Firenze, è stato riconosciuto per il costante impegno dell’ente verso l’educazione e l’inclusione sociale. Nel suo intervento ha dichiarato: «Questo riconoscimento ci onora profondamente perché premia non solo la Fondazione che presiedo, ma una visione condivisa: quella di una comunità che cresce solo se nessuno resta indietro. Investire nell’educazione e nell’inclusione significa costruire futuro, e il futuro non si costruisce con le parole, ma con le opportunità concrete offerte a chi ha più bisogno. È una responsabilità che sentiamo ogni giorno, e che vogliamo continuare a portare avanti con determinazione e con fiducia nei giovani e nel loro potenziale».

Infine, Leonardo Maria Del Vecchio, presidente della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, è stato premiato per l’impegno della fondazione nel garantire l’accesso alla salute visiva ai più fragili: in soli tre anni, sono state donate oltre 54.000 paia di occhiali, realizzate più di 26.000 visite oculistiche e attivati cinque centri oculistici solidali e una clinica itinerante che ha raggiunto 32 città italiane. «Ricevere questo riconoscimento è un onore che appartiene a tutte le persone che, ogni giorno, si impegnano per rendere la vista un diritto, non un privilegio. Con la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia continuiamo a credere che ogni occhiale donato non cambi solo lo sguardo di una persona, ma la sua vita, le sue possibilità, il suo futuro».

A completare la serata, una performance artistica di grande suggestione firmata da Marco Nereo Rotelli, che ha condotto gli ospiti in un “viaggio nella memoria” tra parole di Kennedy e suggestioni visive. L’asta benefica, realizzata grazie alla collaborazione con Christie’s, main partner insieme a Ginori 1735 e IBM Italia, ha contribuito al sostegno dei progetti della fondazione. Una cena stellata firmata dallo chef Vito Mollica, con il supporto di Papillon 1990, ha chiuso una serata all’insegna dell’impegno, dell’arte e della solidarietà.

 

 

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