di Ennio Bassi

Aumenti medi fino a 144 euro per i docenti e una serie di misure fiscali e previdenziali. Valditara: “Avviato un percorso di stabilità contrattuale mai visto prima”

Martedì 5 novembre è stato ufficializzato il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il settore scuola, relativo al triennio 2022-2024. L’intesa, resa pubblica in serata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, prevede importanti novità economiche per insegnanti e personale tecnico-amministrativo.

Il contratto è frutto di un investimento complessivo che include 240 milioni di euro aggiuntivi rispetto alle risorse già previste. I fondi serviranno a garantire un ritocco salariale significativo, che secondo il Ministero rappresenta una delle rivalutazioni più consistenti degli ultimi anni.

Aumenti previsti per i diversi settori

I nuovi stipendi, in vigore per il triennio contrattuale appena rinnovato, porteranno i seguenti incrementi mensili lordi:

  • 144 euro per i docenti delle scuole;

  • 105 euro per il personale ATA;

  • 141 euro per chi lavora negli atenei;

  • 211 euro per il comparto degli enti di ricerca;

  • 173 euro per l’AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale).

Rispetto al precedente accordo (2019-2021), che aveva riconosciuto aumenti inferiori (123 euro per i docenti, 89 per il personale ATA), si tratta di un deciso passo avanti nella valorizzazione del personale scolastico.

Secondo il piano tracciato dal Ministero, se sarà chiuso anche il successivo contratto 2025-2027 durante l’attuale legislatura, gli aumenti totali raggiungeranno 416 euro per i docenti e 303 euro per gli ATA, compresi gli arretrati, stimati in circa 2.500 euro per i primi e 1.830 euro per i secondi.

Il pacchetto fiscale e il welfare scolastico

Accanto agli adeguamenti retributivi, il contratto si integra con misure previste nella prossima legge di bilancio 2026, pensate per alleggerire la pressione fiscale e rafforzare il sostegno al reddito. Tra gli interventi annunciati:

  • Bonus una tantum di circa 140 euro, grazie alla detassazione delle voci accessorie di stipendio (finanziata con 170 milioni);

  • Riduzione del cuneo fiscale, con un beneficio medio fino a 850 euro annui per i docenti;

  • Innalzamento dell’indennità per le madri lavoratrici, che salirà a 60 euro al mese.

A partire da gennaio 2026, inoltre, sarà attiva una copertura sanitaria nazionale riservata al personale della scuola, che offrirà rimborsi fino a 3.000 euro l’anno per prestazioni mediche e sanitarie. A questa novità si affiancherà una polizza sugli infortuni, il cui costo non graverà più esclusivamente sui lavoratori.

Una prospettiva di stabilità

“Con questo accordo non solo si restituisce valore al lavoro svolto ogni giorno nei nostri istituti, ma si avvia una stagione di continuità contrattuale che l’Italia non aveva mai conosciuto prima nel settore scolastico”, ha dichiarato Valditara.

Se il prossimo contratto verrà firmato entro fine legislatura, si tratterà del terzo rinnovo consecutivo siglato sotto lo stesso esecutivo: una situazione inedita, secondo il ministro, che aprirebbe a un nuovo modello di gestione della contrattazione pubblica nella scuola.

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