di Emilia Morelli
Si è spenta a Roma Anna Laura Braghetti, ex membro delle Brigate Rosse coinvolta nel sequestro di Aldo Moro. Dalla clandestinità al volontariato sociale, la storia di una delle figure più controverse degli anni di piombo
È morta a Roma, dopo una lunga malattia, Anna Laura Braghetti, ex militante delle Brigate Rosse e una delle protagoniste del sequestro di Aldo Moro. Nata nella capitale il 3 agosto 1953, Braghetti aveva iniziato la sua militanza in Lotta Continua, per poi entrare nella colonna romana delle BR, dove avrebbe avuto un ruolo chiave in alcune delle operazioni più drammatiche degli anni di piombo.
Il ruolo nel sequestro Moro
A lei fu affidato l’incarico di acquistare l’appartamento di via Montalcini, destinato a diventare la prigione del presidente della Democrazia Cristiana. Fingendosi la fidanzata dell’ingegnere “Altobelli” – in realtà il brigatista Germano Maccari– Braghetti creò la copertura perfetta per quella che sarebbe passata alla storia come una delle pagine più oscure della Repubblica.
Nella casa, la stanza-studio venne trasformata nella cella di Moro, nascosta da un tramezzo in gesso e isolata con lana di vetro.
Clandestinità e azioni armate
Dopo l’uccisione di Aldo Moro nel maggio 1978, Anna Laura Braghetti visse nella clandestinità. Partecipò a numerose azioni armate della colonna romana, tra cui l’assalto del 1979 alla sede della Democrazia Cristiana in Piazza Nicosia, dove rimasero uccisi il brigadiere Antonio Mea e l’agente Pierino Ollanu.
Nel febbraio 1980 prese parte all’attentato in cui venne assassinato Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, all’interno dell’Università “La Sapienza” di Roma. Pochi mesi dopo, il 27 maggio dello stesso anno, fu arrestata e condannata all’ergastolo.
Il carcere e il percorso personale
Durante la lunga detenzione, Braghetti sposò Prospero Gallinari, anche lui brigatista, dal quale si separò nel 1987 senza mai divorziare. Dopo oltre vent’anni di prigione, ottenne la libertà condizionale nel 2002, senza sconti di pena.
Negli anni successivi, si dedicò al volontariato e all’impegno sociale, in particolare a favore dei detenuti e delle persone emarginate. In collaborazione con Paola Tavella, scrisse il libro Il prigioniero, che ispirò il film Buongiorno, notte di Marco Bellocchio.
L’amicizia con Francesca Mambro
Durante la detenzione, Braghetti strinse un legame profondo con Francesca Mambro, ex terrorista dei Nuclei Armati Rivoluzionari. Insieme pubblicarono il volume Nel cerchio della prigione, riflessione condivisa sulle esperienze carcerarie e sul significato della libertà.
Alla notizia della sua morte, Mambro ha espresso il proprio dolore, definendola “una sorella” e ricordandone “trent’anni di dedizione a chi soffriva”.
Le parole della famiglia e le reazioni
La famiglia Braghetti ha annunciato la sua scomparsa con un messaggio toccante: “Ci ha lasciati la nostra cara Anna Laura, circondata dall’amore dei familiari e degli amici. I funerali si terranno in forma privata”.
Suo fratello, Gianluca Peciola, scrittore e autore, ha scritto su Facebook: “Eri sempre concentrata sugli altri, a cercare un posto protetto per chi non aveva protezione.
Diranno di te guardando al passato, ma tu eri già altrove, dove chiamava l’umanità. Ciao Lalla, ti voglio bene”.
Una figura ancora divisiva
La morte di Anna Laura Braghetti ha riacceso il dibattito sul suo ruolo nella storia delle BR. Valter Biscotti, legale dei familiari delle vittime della strage di via Fani, ha ricordato come Braghetti “non sia mai stata una crocerossina, ma una delle figure centrali della storia delle Brigate Rosse”, sottolineando il suo coinvolgimento diretto negli omicidi di Bachelet e nel sequestro di Moro.
Biscotti ha aggiunto che la donna, insieme a Gallinari e Moretti, si occupò della trascrizione delle cassette con la voce di Aldo Moro, un materiale misteriosamente scomparso e ancora oggi al centro di numerosi interrogativi storici.
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