di Carlo Longo
Il presidente ucraino visita le truppe mentre l’esercito resiste all’offensiva russa nella città strategica. Raid e droni colpiscono infrastrutture su entrambi i fronti. Putin richiama i riservisti per proteggere i siti critici
Si combatte strada per strada a Pokrovsk, nella regione ucraina orientale del Donetsk, dove si concentra in queste ore uno dei fronti più accesi della guerra. L’esercito ucraino parla apertamente di «feroci battaglie» contro le forze russe, che da giorni spingono per conquistare la città, punto strategico per l’accesso al cuore del Donbass.
A guidare la resistenza sul campo ci sono anche le forze speciali del Gur e il primo Corpo della Guardia d’Azov, comandato dal colonnello Denys Prokopenko, figura emblematica della difesa dell’acciaieria Azovstal a Mariupol. Proprio a Dobropillia, a nord di Pokrovsk, il presidente Volodymyr Zelensky è arrivato per incontrare i militari e rafforzare il morale. «Questo è il nostro Stato, questo è il nostro Est», ha dichiarato rivolgendosi alle truppe, augurando loro «la vittoria sul nemico».
Nel frattempo, Mosca rivendica l’avanzata: secondo il ministero della Difesa russo, le proprie truppe avrebbero sottratto 35 edifici agli ucraini a Pokrovsk nelle ultime 24 ore. Sebbene le informazioni non siano verificabili in modo indipendente, molti analisti temono che l’area urbana di Pokrovsk-Myrnograd (circa 100.000 abitanti prima della guerra) possa essere presto circondata. La sua caduta aprirebbe la strada per Kramatorsk e Sloviansk, le ultime due grandi città della regione ancora sotto controllo ucraino.
Scontri e raid su più fronti
La guerra continua a colpire duramente anche le retrovie. Nella regione di Odessa, pesantemente colpita da un nuovo attacco russo, si registrano incendi estesi a seguito di bombardamenti su infrastrutture civili ed energetiche.
Dall’altro lato, l’Ucraina ha portato la guerra ben oltre la linea del fronte: droni ucraini hanno colpito un impianto petrolchimico a Sterlitamak, nella Repubblica russa della Baschiria, a oltre 1.500 km dal confine. Nessuna vittima è stata segnalata, ma l’esplosione ha alimentato le preoccupazioni del Cremlino per la vulnerabilità dei propri impianti industriali. Kiev, da mesi, mira a minare la capacità energetica russa, provocando un aumento dei prezzi dei carburanti e razionamenti in alcune regioni.
Putin firma nuove leggi militari
Di fronte all’escalation, Vladimir Putin ha firmato due leggi che rafforzano la mobilitazione interna: la prima autorizza la chiamata dei riservisti volontari per partecipare a «esercitazioni speciali» in difesa delle strutture critiche; la seconda estende la coscrizione obbligatoria a tutto l’anno, superando il limite stagionale di primavera e autunno.
Tutti segnali di una guerra destinata a proseguire a lungo, mentre la diplomazia resta ferma e l’Ucraina si prepara a un nuovo inverno di conflitto.
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