di Martina Esposito
La formazione è stata al centro del Welfare Forum. Tra gli interventi sul tema a margine del convegno, quelli del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, della Rettrice dell’Università Cattolica Elena Beccalli e del principal di Crenca & Associati Giampaolo Crenca
“Dobbiamo continuare a investire sul rapporto tra scuola e territorio, su una scuola sempre più aperta”. Queste le parole di Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, rilasciate alla stampa prima del suo intervento al Forum “Capitale Umano: la nuova leva della competitività nazionale”, il convegno organizzato da Unipol in collaborazione con The European House – Ambrosetti che si è tenuto alle Corsie Sistine del Complesso di Santo Spirito in Sassia a Roma e in cui è stato presentato il Rapporto 2025 del Think Tank “Welfare, Italia”. Tra i temi al centro dell’incontro, che ha riunito ministri, economisti, accademici e rappresentanti del mondo produttivo per discutere di come rendere il welfare un fattore di sviluppo, anche la formazione, dalle scuole all’università.
Buoni risultati nelle scuole dell’Agenda Sud
“Il progetto Agenda Sud ha destato l’interesse dell’OCSE, così come i risultati straordinari che con questa iniziativa abbiamo conseguito”, ha dichiarato Valditara. Quanto alla salute del sistema scolastico italiano, il Ministro ha affermato: “Occorre fare una valutazione complessiva, perché se guardiamo gli ultimi Test PISA in matematica le performance degli studenti del Nord Italia sono superiori a quelle registrate in paesi come Estonia, Finlandia, Olanda, Germania, e sono inferiori solo ai risultati conseguiti in Corea del Sud, Singapore, Giappone, che hanno però un sistema scolastico molto diverso da quello europeo. Il problema della scuola italiana è quindi essenzialmente sociale, non della sua qualità”. A proposito dell’Agenda Sud ha poi aggiunto come il progetto sia molto attuale, soprattutto perché coinvolge anche le famiglie fragili: ragione per cui, ha affermato, “abbiamo deciso di raddoppiare le risorse, perciò oltre un miliardo di euro saranno investiti per mille e duecento scuole”.
Valditara: “Dispersione scolastica in calo”
“Sulla base delle proiezioni INVALSI, nel 2025 la dispersione scolastica, quella esplicita, sarebbe scesa all’8,3%, tenendo conto che il target previsto dall’Europa per il 2030 è del 9%. La Germania, ad esempio, è sopra il 10%”. Così Valditara ha spiegato i dati sull’abbandono scolastico, aggiungendo che anche la dispersione implicita è diminuita rispetto al 2022: “Nelle scuole di Agenda Sud si riscontrano apprendimenti superiori rispetto alle strutture non coinvolte, di tre volte in Puglia e due in Campania. In quest’ultima, all’altezza della seconda primaria le scuole di Agenda Sud sono al primo posto in Italia in italiano e superano l’Emilia Romagna in matematica”. “Serve una scuola capace di coinvolgere gli studenti con attività come sport e musica, con un potenziamento dell’organico e non con una riduzione del numero degli studenti nelle classi, che si è rivelata una scelta che non dà esiti positivi”, ha concluso.
Beccalli: “Serve il passaggio dal Brain Drain al Brain Circulation”
A intervenire al Forum è stata anche Elena Beccalli, Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nell’occasione del convegno, la Rettrice ha spiegato ad Associated Medias la centralità del rapporto tra università e imprese per attrarre talenti in Italia: “è importante un lavoro sinergico nella logica del principio di sussidiarietà, ovvero quell’integrazione di forza e competenze. L’Italia ha un serio problema di attrattività dei talenti dall’estero, il cosiddetto Drain Brain, la nostra fuga dei cervelli. Dunque è importante cambiare la modalità di integrazione nella filiera che va dalla scuola all’università fino al mondo del lavoro: abbiamo bisogno di sperimentare modelli e soluzioni nuove, per esempio nel nostro campus di Piacenza abbiamo realizzato questa iniziativa nella Regione Emilia Romagna per consentire una maggiore integrazione fin dall’università fra impresa e accademia. Questa è una prima sperimentazione che poggia su laboratori, momenti di attività, stage curriculari e interazioni con professionisti del mondo del lavoro per ridurre quel divario che è un annoso problema del nostro Paese”.
Quanto alle disuguaglianze territoriali e sulle modalità con cui intervenire per aumentare la competitività del capitale umano, Beccalli ha dichiarato: “Le disuguaglianze territoriali tra Nord, Centro e Sud si traducono in disuguaglianze sociali e nel mondo educativo, ad esempio c’è un’ereditarietà nel non arrivare alla laurea che è più evidente in alcune regioni. Serve investire su una mobilità del capitale che sia circolare, evitando così le fughe dal sud verso il nord e cercando di implementare dei modelli che anche prevedano sì lo studio delle regioni del nord ma poi anche il ritorno delle competenze nelle aree di origine. Occorre attivare una circolarità, perché il passaggio dal Brain Drain al Brain Circulation, che sembra uno slogan, può davvero cambiare il futuro del nostro Paese”.
Crenca: “Sul welfare c’è un problema di informazione”
Durante l’incontro ha offerto il proprio punto di vista ad Associated Medias anche Giampaolo Crenca, docente universitario e principal dello studio attuariale Crenca & Associati. “Gli attuari sono in grande sviluppo – ha dichiarato – lavorando in questo settore il valore del capitale umano viene a galla e il contributo nostro non è solo tecnico”. In quanto a competitività del Paese, Crenca ha sottolineato come in Italia ci sia un problema culturale sul tema del welfare: “C’è assenza di informazione fin dalle scuole basilari, per non parlare dell’università. Al Politecnico di Ancona ho tenuto un corso sull’aspetto tecnico-economico del welfare, e sono stato tra i pochi a trattare del tema. C’è quindi un discorso profondo da fare a livello culturale che deve partire dall’educazione scolastica”. Insomma, tra le righe dell’incontro è emerso un dato centrale: la formazione come veicolo di consapevolezza e attuazione del capitale umano.
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