di Carlo Longo
Goli Kouhkan, costretta a sposarsi a 12 anni, deve versare oltre 90.000 euro alla famiglia della vittima entro dicembre per evitare l’esecuzione. Le ONG denunciano un caso emblematico della condizione femminile nel Paese
Un’altra storia drammatica arriva dall’Iran, dove una sposa bambina rischia di essere giustiziata per l’omicidio del marito violento. Si chiama Goli Kouhkan, oggi venticinquenne, costretta a sposarsi a soli 12 anni con un parente adulto. Arrestata a 18 anni per la morte del marito, avvenuta nel 2018, è stata condannata a pagare un “diya”, cioè un risarcimento alla famiglia della vittima, pari a 10 miliardi di toman (oltre 90.000 euro). Se non riuscirà a raccogliere la somma entro dicembre, sarà messa a morte.
La vicenda è stata riportata dal Guardian e denunciata dalle organizzazioni Iran Human Rights (IHR) e Bramsh, che si battono per i diritti delle donne iraniane e beluci. Secondo la ricostruzione, Kouhkan sarebbe stata per anni vittima di abusi fisici e psicologici. Dopo essere fuggita di casa, il padre le avrebbe negato rifugio, dicendole: “Ti ho data via con un vestito bianco, puoi tornare solo avvolta in un sudario”.
Costretta a rientrare dal marito, la giovane avrebbe reagito durante un episodio di violenza, quando l’uomo picchiava il loro figlio di cinque anni. Chiamato in aiuto un cugino, la lite sarebbe degenerata in una colluttazione in cui il marito perse la vita.
«Kouhkan è una donna povera, appartenente a una minoranza etnica e priva di protezione sociale — ha denunciato Mahmood Amiry-Moghaddam, direttore di Iran Human Rights —. È tra le persone più vulnerabili della società iraniana».
Secondo Ziba Baktyari, attivista dell’organizzazione Bramsh, il caso di Goli non è isolato: «Le donne beluci, e in generale le donne iraniane, sono sistematicamente prese di mira dal regime. Vengono punite per il solo fatto di voler sopravvivere».
L’Iran è tra i Paesi con il più alto numero di esecuzioni femminili al mondo. Secondo IHR, almeno 30 donne sono state giustiziate dall’inizio del 2025, spesso in seguito a processi privi di garanzie e per reati legati alla violenza domestica o a matrimoni forzati.
Il caso di Goli Kouhkan è divenuto un simbolo della lotta contro i matrimoni precoci e la pena di morte, due piaghe ancora profondamente radicate nella Repubblica Islamica.
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