di Emilia Morelli
Crolla una parte della Torre dei Conti ai Fori Imperiali. Vigili del fuoco al lavoro per salvare un operaio intrappolato. Aperta un’inchiesta sul disastro
Una densa nube di polvere ha avvolto i Fori Imperiali nella tarda mattinata del 3 novembre 2025, dopo il crollo parziale della Torre dei Conti, uno dei simboli storici della Capitale. Il cedimento si è verificato intorno alle 11:30, mentre erano in corso lavori di restauro finanziati con fondi del Pnrr.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco, che con tre squadre operative, due autoscale e le unità speciali hanno soccorso quattro operai impegnati nel cantiere. Tre di loro sono stati estratti: due illesi e uno ferito, trasportato all’ospedale San Giovanni. Un quarto lavoratore, però, è rimasto intrappolato sotto le macerie, dando avvio a complesse operazioni di salvataggio.
Secondo crollo e momenti di panico tra i soccorritori
Alle 12:50 un nuovo cedimento ha fatto tremare la zona. Una parte dei solai interni è venuta giù, costringendo i pompieri a ritirarsi temporaneamente per mettersi in sicurezza. I soccorritori hanno utilizzato droni di ispezione per valutare la stabilità della struttura, mentre l’aria si è riempita di nuova polvere.
Nonostante il pericolo, i vigili del fuoco sono tornati a operare all’interno della torre, cercando di raggiungere l’operaio rimasto bloccato. Intorno alle 17:00, gli operatori sono riusciti a stabilire un contatto vocale con l’uomo, segno che è ancora vivo, anche se la situazione resta critica.
Le operazioni di soccorso: in azione squadre speciali e mezzi tecnologici
Le squadre Usar (Urban Search and Rescue), specializzate in interventi su strutture instabili, sono state chiamate per sostenere le operazioni. Con loro anche speleologi e cani da ricerca, impegnati nell’individuazione dei punti in cui scavare in sicurezza.
È stato impiegato anche l’Elephant, un mezzo aspirante utilizzato per rimuovere macerie e calcinacci. L’uomo, un operaio romeno di 66 anni, riesce a comunicare con i soccorritori, che lavorano senza sosta tra cumuli di detriti e travi pericolanti.
La solidarietà e la presenza della famiglia
Sul luogo del disastro, in largo Corrado Ricci, si trova anche la moglie dell’operaio intrappolato, assistita dal personale del consolato romeno.
La ministra degli Esteri della Romania, Oana Toiu, ha confermato che le autorità del suo Paese sono in contatto permanente con quelle italiane, seguendo da vicino l’evolversi della situazione.
Dei quattro operai coinvolti, tre sono cittadini romeni. Due di loro hanno riportato ferite lievi, mentre il terzo, di nome Octavian, è il lavoratore ancora sepolto sotto le macerie.
“Rischio di nuovi crolli altissimo”: le parole del prefetto
Il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha definito la situazione “ad altissimo rischio di crollo”.
Ha confermato che l’uomo intrappolato è ancora in vita e che le squadre stanno facendo “ogni sforzo possibile per salvarlo”, anche se le condizioni dell’edificio rendono l’intervento estremamente delicato.
Durante i soccorsi è stato necessario abbattere un lampione per consentire ai camion aspiranti di avvicinarsi alla zona del crollo e ampliare l’area operativa dei vigili del fuoco.
Gli altri feriti e il bollettino medico
Il governatore del Lazio, Francesco Rocca, ha comunicato che una persona è stata ricoverata in codice rosso per un trauma cranico, ma non è in pericolo di vita.
L’operaio di 64 anni ricoverato al San Giovanni presenta una frattura nasale e i medici stanno valutando un intervento maxillo-facciale. È cosciente e le prime analisi, compresa la TAC, hanno dato esito negativo.
Altri due lavoratori hanno rifiutato il ricovero, riportando solo escoriazioni leggere.
Indagine aperta per disastro colposo
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta per lesioni e disastro colposi. L’indagine è affidata al sostituto procuratore Mario Dovinola, con il coordinamento degli aggiunti Antonino Di Maio e Giovanni Conzo.
L’area del crollo è stata completamente isolata dalla polizia locale per garantire la sicurezza e permettere ai mezzi di emergenza di operare. Sul posto anche i carabinieri, la Sovrintendenza capitolina, il sindaco Roberto Gualtieri, il ministro Alessandro Giuli e lo stesso prefetto Giannini.
Un simbolo storico ferito: la Torre dei Conti
La Torre dei Conti, definita da Francesco Petrarca “unica al mondo”, è uno dei monumenti medievali più significativi di Roma.
Costruita nel 1238 e modificata nel corso dei secoli, la struttura è oggi oggetto di un importante restauro sostenuto dai fondi del Pnrr, volto a consolidarne la stabilità e valorizzarne il valore storico.
Il crollo rappresenta un duro colpo al patrimonio architettonico della città, oltre che un dramma umano che tiene con il fiato sospeso l’intero Paese.
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