di Carlo Longo

La società cilena MatchVision fa causa alla UEFA per il presunto furto del format delle coppe europee. Chiesta un’indennità superiore ai 20 milioni di euro

uefaDopo le tensioni legate al caso Superlega, la UEFA si trova nuovamente a fronteggiare un contenzioso. La società di consulenza sportiva cilena MatchVision ha infatti intentato un’azione legale contro l’organismo calcistico europeo, accusandolo di aver copiato il format attuale delle competizioni continentali per club. L’azienda sudamericana chiede un risarcimento di oltre 20 milioni di euro, sostenendo di essere la vera ideatrice del sistema oggi adottato per Champions League, Europa League e Conference League.

Il caso spostato a Losanna

Il procedimento giudiziario è iniziato lo scorso aprile, con un primo deposito di atti presso un tribunale commerciale di Madrid, lo stesso che di recente ha respinto un ricorso della UEFA nell’ambito della controversia sulla Superlega. Tuttavia, a settembre il fascicolo è stato trasferito a un tribunale di Losanna, in Svizzera, sede centrale della UEFA.
Secondo quanto emerso, l’organizzazione europea non ha ancora ricevuto una notifica ufficiale, ma una volta informata avrà 20 giorni lavorativi per presentare la propria difesa.
Il collegamento con la Superlega non è casuale: la minaccia di una competizione indipendente, nel 2021, spinse la UEFA ad accelerare la riforma dei format delle coppe europee — proprio al centro del nuovo contenzioso.

Le rivendicazioni di MatchVision

MatchVision sostiene che il nuovo sistema sia basato su un progetto ideato dal suo fondatore, Leandro Shara, che nel 2006 ne registrò il copyright in Cile. L’azienda afferma di aver proposto ufficialmente il format alla UEFA nel 2013 e di averlo illustrato in diverse conferenze sportive negli anni successivi.
Secondo i legali cileni, la FIFA avrebbe già riconosciuto la paternità dell’idea a MatchVision, che ritiene quindi l’attuale struttura delle coppe europee un utilizzo non autorizzato della propria proprietà intellettuale.

La replica della UEFA

Già nell’estate 2024, alla vigilia del sorteggio della nuova Champions League, Shara aveva minacciato un’azione legale. In quell’occasione, un portavoce della UEFA aveva liquidato le accuse definendole “infondate” e simili ad altri reclami infondati ricevuti in passato. L’organismo calcistico ha ribadito di essere pronto a difendere con fermezza la propria posizione in sede legale.

L’inventore rilancia: “La UEFA ha manipolato i fatti”

Oltre ai 20 milioni richiesti da MatchVision, Leandro Shara ha avanzato una domanda personale di 200.000 euro, oltre agli interessi relativi alle ultime tre stagioni sportive. L’inventore si definisce un “creatore di algoritmi matematici applicati allo sport” e sostiene che uno di questi algoritmi sia alla base del format attuale dei tornei europei.
Secondo Shara, la UEFA avrebbe cercato di dissociare l’idea dal suo autore modificando i nomi e la struttura del sistema, un escamotage che però “non cambia la realtà dei fatti”. L’imprenditore cileno ha inoltre annunciato l’intenzione di estendere la causa a chiunque abbia contribuito alla presunta violazione dei diritti.
MatchVision dichiara di possedere documentazione tecnica, registrazioni e testimonianze che confermerebbero la propria paternità intellettuale, chiedendo un riconoscimento formale e un congruo risarcimento economico.

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