di Carlo Longo
Il Presidente della Repubblica interviene a Firenze al Consiglio direttivo della BCE e rilancia l’appello per una maggiore coesione economica e politica dell’Unione. Lagarde: «Mattarella è un faro per la fiducia in Europa»
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto a Firenze, a Palazzo Corsini, in occasione della riunione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, presieduto da Christine Lagarde. Al centro della due giorni, la politica monetaria dell’Eurozona, ma anche le prospettive politiche dell’Unione, sempre più al centro delle tensioni internazionali.
«L’euro – insieme alla Banca Centrale Europea che ne tutela la stabilità – è uno dei simboli più tangibili e avanzati del processo di integrazione del nostro continente», ha detto Mattarella nel suo discorso. «Il passaggio alla moneta unica, oltre venticinque anni fa, fu un atto di coraggio e visione. E oggi possiamo dire che è stato premiato: ha protetto il potere d’acquisto dei cittadini europei e ha dato alle nostre economie una valuta stabile, riconosciuta a livello internazionale».
Il Capo dello Stato ha poi espresso un forte apprezzamento per il ruolo della BCE, che «ha assolto con successo il proprio mandato, anche nei momenti più difficili, agendo con indipendenza, responsabilità e integrità». Rivolgendosi direttamente a Christine Lagarde, Mattarella ha ringraziato la presidente e i membri del Consiglio direttivo per la gestione di crisi epocali: «La pandemia, lo shock energetico causato dall’aggressione russa all’Ucraina, l’impennata dell’inflazione: sfide straordinarie che avete saputo affrontare con competenza e determinazione».
Ma il cuore del discorso è stato un monito chiaro: «Permane una profonda asimmetria tra la moneta unica e una politica economica e fiscale ancora frammentata. È ciò che il mio predecessore Carlo Azeglio Ciampi definì la “zoppia” dell’Unione». L’attuale architettura europea, ha spiegato Mattarella, mette la BCE nella condizione unica – rispetto alle altre grandi banche centrali – di operare all’interno di un contesto disomogeneo, fatto di 20 Stati, ciascuno con le proprie regole di bilancio, normative non pienamente armonizzate e mercati finanziari ancora troppo nazionali.
Il presidente ha evidenziato inoltre le difficoltà nella costruzione di un’azione comune su temi strategici come politica estera, difesa, innovazione e infrastrutture. «La mancanza di coesione indebolisce tutti. Significa minore capacità di risposta ai bisogni dei cittadini e perdita progressiva di rilevanza internazionale. Non possiamo permettercelo».
Infine, Mattarella ha affrontato il contesto globale, definendolo segnato da una crisi del multilateralismo. «Viviamo un’epoca segnata da nuove potenze emergenti, guerre, tensioni geopolitiche e dispute commerciali. È in atto un tentativo di indebolire l’ordine internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale, che ha spesso garantito soluzioni efficaci alle crisi. Questo sistema va aggiornato, ma soprattutto salvaguardato».
Molto calorosa la risposta di Christine Lagarde, che ha definito Mattarella «un faro per la fiducia in Europa». «Pochi possono vantare un percorso di tale statura e una così profonda dedizione al benessere del proprio popolo. In tempi in cui la fiducia vacilla, quella riposta in lei non ha mai smesso di crescere», ha detto la presidente della BCE.
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L’articolo Mattarella alla BCE: «L’euro è simbolo d’integrazione, ma l’Europa resta zoppa senza una politica economica comune» proviene da Associated Medias.

