di Carlo Longo
L’attore di Happy Days, indimenticabile Fonzie, racconta la sua battaglia con la dislessia e presenta un nuovo progetto televisivo tra divulgazione e ironia
Con il giubbotto di pelle nera, i pollici alzati e lo sguardo da duro dal cuore buono, è diventato un’icona globale. Oggi Henry Winkler, il celebre Fonzie di Happy Days, si prepara a festeggiare 80 anni il prossimo 30 ottobre. L’attore ha colto l’occasione per raccontarsi in un’intervista a La Repubblica, parlando non solo della sua carriera, ma anche di un lato molto più personale: la sua dislessia, scoperta solo in età adulta.
«Sono dislessico. Ho difficoltà di apprendimento. Non sapevamo cosa fosse quando ero ragazzo», ha spiegato. «Ho scoperto solo a 31 anni di non essere stupido. Perché fino ad allora, tutti mi dicevano che lo ero». Winkler ha ricordato quanto la scuola sia stata per lui un’esperienza difficile: «All’epoca nessuno cercava di capire se qualcuno potesse imparare in modo diverso. Ti etichettavano come stupido e basta. Io amavo la Storia, ma per studiarla dovevo ascoltare: leggere mi è sempre stato complicato, lo è ancora oggi. Eppure ho scelto un lavoro che si basa proprio sulla lettura».
Nonostante le difficoltà, Winkler ha costruito una carriera brillante, che va ben oltre Happy Days. Oggi torna sul piccolo schermo con un progetto tutto nuovo: “Una Storia pericolosa”, in onda dal 9 novembre su History Channel. Si tratta di una serie che unisce divulgazione storica e commedia nera, raccontando oggetti, mode e abitudini del passato che oggi sarebbero considerati assurdi o pericolosi.
«Non parliamo dei grandi eventi storici», ha spiegato l’attore. «Ci concentriamo su quelle trovate umane che ti fanno pensare: “Ma davvero abbiamo fatto questo?”». Winkler cita, con ironia, alcuni esempi: «Un pettine che prendeva fuoco col caldo, incendiando capelli e vestiti. Bambini spediti dai nonni tramite l’ufficio postale. O scimmiette vendute per corrispondenza, che sembravano adorabili finché non ti tiravano addosso i loro escrementi».
Con la sua solita ironia e profondità, Henry Winkler continua a sorprendere e a raccontare la sua storia, tra difficoltà superate e nuove avventure creative. Fonzie, oggi più che mai, resta un simbolo di resilienza e umanità.
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