di Martina Esposito
Dopo i danni provocati dall’uragano Melissa, la Giamaica si ritrova con le riserve di sangue ai minimi storici. Le autorità lanciano un appello alla popolazione per donare, mentre la tempesta prosegue verso le Bahamas e le Bermuda
Conclusa l’emergenza meteo, in Giamaica si apre una nuova crisi: quella del sangue. Le scorte nazionali sono arrivate a livelli critici e il ministero della Salute dell’isola caraibica ha lanciato un appello urgente alla popolazione affinché si rechi a donare il prima possibile.
Secondo quanto dichiarato dalle autorità sanitarie, l’uragano Melissa — che martedì ha colpito duramente la Giamaica prima di dirigersi verso Cuba e le Bahamas — ha compromesso le campagne di raccolta sangue già pianificate e ha interrotto i trasporti verso le strutture ospedaliere, ostacolando così la distribuzione di sangue e dei suoi derivati. La situazione rischia di mettere in pericolo la vita di pazienti che necessitano di trasfusioni, sia per interventi chirurgici sia per emergenze mediche.
“Le conseguenze potrebbero essere gravi se non ripristiniamo le scorte rapidamente,” ha dichiarato il ministero in una nota ufficiale. L’appello alla solidarietà è rivolto soprattutto ai donatori abituali, ma anche a chi non ha mai donato prima.
Melissa prosegue la sua corsa: ora minaccia le Bahamas e le Bermuda
Dopo aver lasciato dietro di sé distruzione e lutti nei Caraibi, l’uragano Melissa — classificato di categoria 1 — ha iniziato a colpire nelle ultime ore il settore sud-orientale delle Bahamas. In via precauzionale, decine di persone sono state evacuate dalle aree più esposte dell’arcipelago, in attesa del pieno impatto del ciclone.
Le previsioni indicano onde alte fino a 7 piedi (circa 2 metri) e forti venti. Le prossime ore saranno cruciali, poiché Melissa si dirige verso la punta occidentale delle Bermuda, dove si temono possibili danni infrastrutturali. Tuttavia, al momento, le informazioni sono limitate a causa di interruzioni nelle comunicazioni nelle aree colpite.
Il bilancio delle vittime
Nel suo passaggio attraverso i Caraibi, l’uragano ha causato almeno 34 morti, secondo l’ultimo bilancio aggiornato. Le vittime accertate sono otto in Giamaica, una nella Repubblica Dominicana e venticinque ad Haiti. Si tratta di un dato rivisto al ribasso rispetto ai 40 decessi inizialmente comunicati. Tuttavia, è noto che in situazioni di emergenza ad Haiti — dove il sistema di comunicazione e rilevamento è spesso fragile — i numeri possono variare sensibilmente nei primi giorni successivi a un disastro.
Le autorità dei vari Paesi colpiti restano in stato di allerta, mentre gli operatori umanitari iniziano a intervenire nelle aree più isolate e danneggiate.
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