di Carlo Longo
La procura di Parigi conferma nuovi fermi per il colpo da 88 milioni nella Galleria Apollo. Uno degli arrestati è sospettato di coinvolgimento diretto. I primi due fermati ammettono parzialmente
Le indagini sul clamoroso furto avvenuto il 19 ottobre al Museo del Louvre di Parigi stanno facendo rapidi progressi. Dopo l’arresto di due uomini sabato scorso, la procura di Parigi ha comunicato il fermo di altre cinque persone, accusate a vario titolo di aver partecipato al colpo o di poter fornire informazioni utili.
A renderlo noto è stata la procuratrice Laure Beccuau, intervenuta ai microfoni di RTL. Tra i nuovi arrestati figura almeno un sospettato diretto, su cui sarebbero state trovate tracce di DNA compatibili con la scena del furto. Gli altri quattro, invece, sono ritenuti persone informate sui fatti, probabilmente legate alla logistica o ai movimenti del gruppo prima e dopo l’azione.
Secondo quanto riportato da Le Parisien, uno dei nuovi fermati sarebbe tra coloro che guidavano gli scooter usati per la fuga, avvenuta in pieno giorno lungo la Senna. Il furto, infatti, si era consumato con un’audacia sorprendente: alle 9:30 del mattino, nel pieno dell’orario di apertura, i ladri erano entrati nella Galleria Apollo — la storica sala che ospita il Tesoro della Corona — utilizzando un montacarichi installato su un camion parcheggiato strategicamente nei pressi del museo.
Un video diffuso nei giorni successivi ha mostrato i malviventi scendere lentamente all’aperto, davanti a decine di passanti, apparentemente indisturbati. In un’altra registrazione si vede uno dei ladri all’interno del museo, mentre con un gilet giallo da operaio taglia il vetro di una delle teche.
I primi due arrestati, interrogati mercoledì, avrebbero ammesso parzialmente il coinvolgimento. Il primo è un cittadino algerino di 34 anni, residente in Francia dal 2010, bloccato all’aeroporto di Parigi mentre cercava di imbarcarsi per l’Algeria: il suo DNA è stato individuato su uno degli scooter. Il secondo è un 39enne nato ad Aubervilliers, con precedenti per furto, le cui tracce genetiche sono state rilevate su una vetrina rotta e su altri oggetti abbandonati dai ladri.
Resta però ancora nessuna traccia della refurtiva: otto gioielli di valore inestimabile, valutati dal Louvre in circa 88 milioni di euro, sono scomparsi nel nulla.
La portata e la rapidità del colpo — appena sette minuti — continuano a lasciare sconcertati, anche per la professionalità mostrata dai responsabili. Il furto riporta l’attenzione sulla sicurezza dei grandi musei europei, e su come, anche nel cuore di Parigi, un’azione simile possa andare in scena in piena luce del giorno.
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