di Redazione

La proclamazione è avvenuta al Ministero della Cultura, con una motivazione unanime della giuria. Il sindaco Tomasi: “Una grande responsabilità”

Pistoia sarà la Capitale italiana del libro per il 2026. Lo ha annunciato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, durante una cerimonia ufficiale svoltasi nella storica Sala della Crociera, nella sede del Collegio Romano del ministero, alla presenza della giuria e dei rappresentanti dei comuni finalisti.

La città toscana succede a Subiaco, Capitale del libro per il 2025, e si impone su altre quattro finaliste: Carmagnola (Torino), Perugia, Nardò (Lecce) e Tito (Potenza). Il dossier di candidatura, intitolato “Pistoia: l’avventura del leggere, il coraggio di costruire il futuro”, è stato accolto con entusiasmo dalla giuria presieduta da Adriano Monti Buzzetti, che ha apprezzato in particolare “la ricchezza e la qualità delle proposte”, articolate in un programma ambizioso di 1500 eventi distribuiti nell’arco dell’anno.

In un clima disteso e simbolicamente potente, il ministro Giuli ha scherzato sull’annuncio, dichiarando con ironia di voler aprire la busta contenente il nome della città vincitrice “solo dopo aver cantato”, in riferimento al recente episodio della proclamazione della Capitale dell’arte contemporanea, quando aveva intonato Albachiara di Vasco Rossi per annunciare la vittoria di Alba.

Nel suo discorso, Giuli ha sottolineato il valore simbolico della lettura e della parola scritta, parlando di cultura come “forza evocativa” e “strumento di civiltà”. Ha anche ricordato l’esperienza della Capitale uscente, Subiaco, dove i primi allievi di Gutenberg perfezionarono l’arte della stampa. “Persino gli analfabeti di ritorno come me – ha affermato con autoironia – si sentono sopraffatti dalla potenza del libro. Ed è bellissimo arrendersi a questa forza”.

Il ministro ha poi evidenziato che il titolo di Capitale del libro non rappresenta solo un riconoscimento, ma anche una sfida: “Serve una visione che superi il locale e si apra all’internazionale, con una forte identità culturale”. E ha aggiunto che il libro, da solo, non basta: “Serve la comunità, la relazione, le persone. Senza il corpo sociale, la testa – il ‘caput’ – non ha senso”.

Il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, ha accolto con entusiasmo la notizia: “È un riconoscimento fortemente voluto e meritato. Sentiamo la responsabilità di rappresentare il libro e la cultura in tutta Italia”. Ha ringraziato l’amministrazione comunale, gli uffici, l’assessore alla Cultura Menichelli, ma anche i cittadini, i volontari, gli scrittori e i luoghi della cultura che hanno contribuito al progetto.

Il primo cittadino ha già delineato le priorità per il 2026: “Vogliamo potenziare quanto già esiste e creare nuove occasioni e spazi culturali destinati a rimanere nel tempo. Il nostro obiettivo è far sì che la lettura diventi sempre più un’abitudine condivisa e che i luoghi della cultura siano anche luoghi di incontro e coesione sociale”. Non è la prima volta che Pistoia si distingue in ambito culturale: nel 2017 era stata già designata Capitale italiana della cultura. Il nuovo titolo conferma la vocazione della città per la promozione del sapere e l’investimento a lungo termine nella cultura come motore di sviluppo e inclusione.

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