di Emilia Morelli
Con RESourceEU, Bruxelles punta a tagliare la dipendenza dalla Cina per le terre rare e garantire sicurezza strategica all’industria europea
Dal palco del Berlin Global Dialogue 2025, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato RESourceEU, il nuovo programma dell’Unione pensato per ridurre la dipendenza dalla Cina nel settore delle terre rare, materiali indispensabili per l’industria tecnologica e la transizione verde.
“Più del 90% dei magneti a base di terre rare utilizzati in Europa proviene dalla Cina. È un rischio per la nostra autonomia industriale”, ha dichiarato von der Leyen. L’obiettivo è chiaro: assicurare all’Europa un approvvigionamento stabile e indipendente di materie prime strategiche.
Cosa sono le terre rare e perché sono così cruciali
Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici essenziali per la produzione di dispositivi elettronici, turbine eoliche, auto elettriche, componenti militari e tecnologie aerospaziali.
Nonostante il nome, non sono materiali effettivamente rari: la loro estrazione è però complessa, costosa e concentrata in pochi Paesi.
Oggi la Cina controlla circa il 70% dell’estrazione mondiale e il 90% della raffinazione. Pechino, inoltre, ha recentemente introdotto restrizioni all’export, scatenando preoccupazioni nelle industrie occidentali, già alle prese con le fragilità delle catene di approvvigionamento.
Dopo REPowerEU, arriva RESourceEU
Il nuovo piano di Bruxelles si ispira alla strategia REPowerEU, adottata nel 2022 per ridurre la dipendenza dal gas russo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Quella politica ha portato a una drastica riduzione delle importazioni, che si prevede di azzerare entro il 2027.
“Oggi – ha affermato von der Leyen – dobbiamo fare per le materie prime ciò che abbiamo già fatto per l’energia: difendere la nostra indipendenza. Abbiamo imparato la lezione con il gas, e non possiamo ripeterla con le terre rare”.
L’obiettivo di RESourceEU è dunque diversificare le fonti, rafforzare la produzione europea e creare partnership strategiche con nuovi fornitori.
Verso nuovi accordi globali
Bruxelles è già al lavoro per ampliare la rete di cooperazione internazionale. “Stiamo negoziando con India, Filippine, Thailandia, Malesia ed Emirati Arabi Uniti – ha spiegato la presidente della Commissione – e contiamo di concludere i primi accordi entro la fine dell’anno”.
Queste partnership, ha sottolineato von der Leyen, non solo garantiranno una maggiore sicurezza economica, ma apriranno anche nuovi mercati emergenti per le imprese europee, riducendo il rischio di colli di bottiglia nelle catene del valore.
Una sfida geopolitica e industriale
Sul fronte diplomatico, l’Unione mantiene aperto il dialogo con Pechino. Tuttavia, Bruxelles si dice pronta a reagire con “tutti gli strumenti necessari” qualora le restrizioni cinesi dovessero aggravarsi.
La Commissione intende collaborare con i partner del G7 per una risposta coordinata, riconoscendo che la crisi delle materie prime rappresenta una sfida strutturale, non temporanea.
Produzione interna e scorte strategiche
Il commissario europeo all’Industria, Stéphane Séjourné, ha fornito i primi dettagli del piano. RESourceEU prevede tre direttrici principali:
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Aumento della produzione di terre rare in Europa;
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Diversificazione delle importazioni da Paesi partner;
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Creazione di un centro europeo di acquisto e stoccaggio strategico, sul modello giapponese.
Séjourné ha rivolto un appello agli Stati membri affinché sostengano il progetto, paragonandolo all’impegno congiunto mostrato durante la pandemia: “Ciò che abbiamo fatto per la salute con i vaccini possiamo replicarlo per la sicurezza economica e industriale dell’Europa”.
Verso l’autonomia strategica europea
Con RESourceEU, l’Unione Europea compie un nuovo passo verso la sovranità industriale e la transizione verde, riducendo la vulnerabilità economica nei confronti della Cina.
Il progetto non sarà privo di sfide, ma rappresenta un investimento politico e strategico per il futuro del continente: un’Europa più indipendente, sostenibile e competitiva sul piano globale.
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