di Corinna Pindaro
Durante l’udienza ai movimenti popolari, Papa Leone XIV condanna le politiche disumane sui migranti e richiama la Chiesa a mettere i poveri al centro del Vangelo
Nel corso dell’udienza dedicata ai movimenti popolari, Papa Leone XIV ha rivolto un discorso intenso e diretto sul valore della solidarietà e dell’impegno sociale.
«Quando si formano cooperative, quando si sfamano gli affamati o si accolgono i senzatetto, non si fa ideologia: si vive davvero il Vangelo», ha detto il Pontefice, sottolineando come l’azione concreta a favore degli ultimi rappresenti la forma più autentica della fede cristiana.
I movimenti popolari, nati nel 2014 su impulso di Papa Francesco, riuniscono delegazioni di tutto il mondo impegnate nella promozione della giustizia sociale e della fraternità. Le parole di Leone XIV arrivano all’indomani di un nuovo naufragio nel Mediterraneo, avvenuto al largo della Tunisia, in cui hanno perso la vita 40 migranti, tra cui diversi bambini — un evento che dà ancora più forza al messaggio del Pontefice.
“Misure disumane contro i migranti: trattati come spazzatura”
Il Papa non ha risparmiato critiche ai governi che adottano politiche di chiusura e respingimento nei confronti dei migranti.
«Si stanno adottando misure sempre più disumane, persino celebrate politicamente, per trattare questi ‘indesiderabili’ come spazzatura», ha denunciato Leone XIV, riferendosi alle recenti operazioni di polizia e alle pratiche di detenzione ai confini.
Il Pontefice ha ricordato che “gli Stati hanno il diritto e il dovere di proteggere i propri confini”, ma ha aggiunto che questo non può mai giustificare abusi e violenze nei confronti delle persone più vulnerabili. Un chiaro riferimento ai raid della polizia di frontiera statunitense e alle politiche di contenimento migratorio in diversi Paesi occidentali.
«Il cristianesimo – ha affermato – si fonda sul Dio dell’amore, che ci rende fratelli e sorelle. Non possiamo dimenticare che ogni persona è sacra».
Durante l’incontro, il Papa ha ricevuto una kefiah palestinese, simbolo di pace e solidarietà tra i popoli.
“I poveri al centro del Vangelo, non in fondo alle priorità”
Proseguendo il suo intervento, Papa Leone XIV ha messo in luce il rischio di un mondo che marginalizza i più deboli.
«Dalle posizioni di potere – ha spiegato – c’è poca consapevolezza dei problemi che colpiscono gli esclusi. Quando si parla di loro, spesso lo si fa per dovere o per convenzione, come se fossero un tema secondario o un danno collaterale».
Il Pontefice ha ribadito che i poveri non sono un’aggiunta alle politiche sociali, ma il cuore stesso del messaggio evangelico.
«I poveri sono al centro del Vangelo», ha dichiarato, richiamando la visione di una “Chiesa povera e per i poveri” teorizzata da Papa Francesco fin dal suo primo viaggio a Lampedusa nel 2013.
Una continuità nel segno del Vangelo sociale
Con il suo intervento, Papa Leone XIV conferma la linea di continuità con il pontificato di Bergoglio, riaffermando il ruolo della Chiesa come voce profetica in difesa dei diritti umani e della dignità delle persone.
Il Pontefice invita i fedeli a non cedere all’indifferenza e a trasformare la fede in azione concreta, riconoscendo nei gesti quotidiani di cura, accoglienza e giustizia la vera essenza del Vangelo.
Le sue parole si inseriscono in un contesto mondiale segnato da nuove crisi migratorie e da un crescente divario sociale, richiamando governi e cittadini a un’assunzione di responsabilità collettiva.
Il messaggio di Papa Leone XIV ai movimenti popolari è un manifesto della solidarietà cristiana e della dignità umana. In un tempo di muri e divisioni, il Pontefice richiama la comunità internazionale a non voltarsi dall’altra parte, ricordando che servire i poveri e accogliere i migranti non è politica: è Vangelo vissuto.
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