di Ennio Bassi
Tel Aviv spinge per l’espulsione dell’agenzia ONU dalla Striscia, mentre il Parlamento israeliano apre alla sovranità in Cisgiordania. Rubio: «Annessione mina il piano di pace»
Israele vuole l’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, fuori dalla Striscia di Gaza. È quanto riferito da una fonte governativa all’emittente pubblica Kan, secondo cui lo Stato ebraico avrebbe già comunicato agli Stati Uniti l’intenzione di escludere definitivamente l’agenzia dall’enclave palestinese. Secondo Israele, l’Unrwa avrebbe «fallito nella sua missione» o, peggio, «si sarebbe fatta infiltrare da Hamas».
Una posizione netta, nonostante la Corte internazionale di giustizia abbia recentemente invitato Tel Aviv a collaborare con le agenzie umanitarie dell’ONU per facilitare l’accesso degli aiuti. L’obiettivo dichiarato è impedire che l’agenzia faccia ritorno a Gaza anche nel periodo postbellico.
Il tema si inserisce in un contesto già molto delicato. Proprio ieri, la Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato in prima lettura una proposta di legge per estendere la sovranità israeliana su parte della Cisgiordania. Un passo che, se confermato, equivarrebbe a un’annessione de facto di territori occupati, e che ha già suscitato reazioni a livello internazionale.
Il senatore americano Marco Rubio ha avvertito che l’approvazione del provvedimento «minaccia seriamente ogni prospettiva di piano di pace» tra israeliani e palestinesi. Dura anche la reazione del Pakistan, che ha definito la mossa israeliana «una flagrante violazione del diritto internazionale» e ha esortato la comunità internazionale a intervenire con urgenza.
Nel frattempo, a Bruxelles, durante il vertice UE-Egitto, le due parti hanno espresso «profonda preoccupazione» per la situazione umanitaria catastrofica a Gaza e hanno ribadito la necessità di garantire «un accesso rapido e sicuro agli aiuti», con un ruolo centrale per le Nazioni Unite e, in particolare, per l’Unrwa.
Sul fronte diplomatico, il vicepresidente statunitense J.D. Vance, in visita in Israele, incontrerà oggi a Tel Aviv il ministro della Difesa Israel Katz e altri vertici delle forze armate israeliane per discutere della situazione nella Striscia. L’obiettivo di Washington resta quello di contenere l’escalation, anche se le frizioni su Gaza e Cisgiordania rendono sempre più difficile ogni dialogo costruttivo.
Nel frattempo, l’Alta Corte di Giustizia israeliana esaminerà una petizione della Foreign Press Association che chiede di revocare il divieto di accesso alla stampa indipendente a Gaza, in vigore dal 7 ottobre. La petizione denuncia la violazione della libertà di informazione e della libertà di stampa in uno Stato che si definisce democratico.
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