di Ennio Bassi
Violente proteste contro i migranti in seguito alla denuncia di una presunta aggressione sessuale. Il premier Martin: «Grave episodio, ma lo Stato deve fermare l’odio»

È tensione altissima nella periferia sud-ovest della capitale irlandese, dove centinaia di manifestanti si sono radunati davanti al Citywest Hotel, struttura che ospita richiedenti asilo, dopo la notizia di una presunta violenza sessuale su una bambina di 10 anni. L’uomo accusato, un 26enne già comparso in tribunale, sarebbe un richiedente asilo, secondo fonti locali, anche se le autorità non hanno confermato né l’identità né la nazionalità. La minore era sotto tutela statale al momento dei fatti.
Le proteste, scoppiate nella serata di martedì 21 ottobre, sono rapidamente degenerate in scontri violenti con la polizia. I manifestanti, per lo più giovani uomini e adolescenti secondo l’An Garda Síochána, hanno lanciato bottiglie, pietre e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con una massiccia operazione di contenimento. Il bilancio provvisorio è di 23 arresti e due agenti feriti, ricoverati in ospedale. Già nelle ore precedenti, un furgone della polizia era stato dato alle fiamme nei pressi dell’hotel.
Secondo il ministro della Giustizia e dell’Immigrazione, Jim O’Callaghan, la protesta è stata «inaccettabile» e guidata da gruppi organizzati che sui social incitavano alla violenza e all’odio razziale. «Altri arresti seguiranno», ha promesso.
Il premier Micheál Martin è intervenuto in Parlamento, definendo il caso «estremamente grave e molto serio», sottolineando tuttavia che «lo Stato ha il dovere di proteggere la bambina e, allo stesso tempo, di impedire che l’odio si diffonda nel Paese».
Il Citywest Hotel, ormai da tempo al centro delle politiche d’accoglienza del governo irlandese, si è trasformato nel simbolo delle crescenti tensioni sull’immigrazione. Proteste simili si sono già verificate nel Regno Unito e in Irlanda del Nord, dove hotel destinati ai richiedenti asilo sono stati presi di mira da manifestanti e gruppi xenofobi.
L’episodio ha riacceso un dibattito delicato in un Paese che negli ultimi anni ha visto aumentare l’afflusso di richiedenti asilo, spesso senza una strategia di lungo termine. Secondo molti analisti, il timore è che una vicenda giudiziaria tragica possa trasformarsi nell’ennesimo detonatore per una polarizzazione sociale e politica sempre più evidente.
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