di Carlo Longo
La nuova Manovra 2025 introduce modifiche su affitti brevi, rottamazione fiscale, tagli al cinema e pensioni. Scopri tutte le novità approvate dal Governo
Il testo della Manovra 2025, appena bollinato dalla Ragioneria dello Stato, ridisegna alcune delle misure più discusse delle ultime settimane. Tra le principali novità figurano la correzione della norma sugli affitti brevi, la nuova rottamazione delle cartelle fiscali, gli interventi sulla spesa pubblica e le disposizioni previdenziali. Il governo ha cercato di trovare un equilibrio tra le esigenze di bilancio e le richieste delle forze politiche, riducendo alcuni tagli e confermando agevolazioni per famiglie e lavoratori.
Affitti brevi: cedolare secca confermata al 21% per il primo immobile
La principale modifica riguarda il regime fiscale degli affitti brevi a uso turistico. La cedolare secca resterà al 21% per il primo immobile indicato dal contribuente nella dichiarazione dei redditi.
Tuttavia, chi affitta attraverso intermediari immobiliari o portali online come Airbnb, Vrbo o Booking sarà soggetto a una tassazione più alta, pari al 26%.
La prima versione della norma prevedeva un aumento generalizzato al 26% per tutti, ma le pressioni di Forza Italia, Lega e delle associazioni di categoria hanno spinto il Governo a rivedere il testo. Secondo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, l’obiettivo è “contenere la crescita eccessiva degli affitti turistici brevi che rendono più difficile trovare casa, soprattutto nelle grandi città”.
Rottamazione delle cartelle: rate minime da 100 euro e piano fino a 9 anni
Viene confermata la quinta edizione della rottamazione delle cartelle fiscali, che consentirà ai contribuenti di saldare i propri debiti con il Fisco in forma agevolata.
La rata minima sarà di 100 euro, con la possibilità di dilazionare il pagamento fino a 54 rate bimestrali, equivalenti a nove anni. In alternativa, sarà possibile saldare tutto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026.
Il tasso d’interesse annuo è fissato al 4%, e la scadenza dell’ultima rata è prevista per maggio 2035. Le Regioni e gli enti locali potranno inoltre introdurre autonomamente misure di definizione agevolata per tributi di loro competenza, comprese multe e sanzioni, ma restano escluse Irap e addizionali.
Meno tagli al cinema e all’audiovisivo
Rispetto alla versione preliminare, la Manovra attenua i tagli al Fondo per il cinema e l’audiovisivo. La riduzione per il 2026 sarà di 150 milioni di euro, invece dei 190 inizialmente previsti. Per il 2027 il taglio scende a 200 milioni, rispetto ai 240 indicati nella prima bozza.
Una scelta che arriva dopo le critiche del settore e degli operatori, preoccupati per le conseguenze economiche e culturali di una riduzione così significativa dei fondi.
Banche e assicurazioni: contributo straordinario da 4 miliardi
Il ministro Giorgetti ha difeso anche le misure che interessano banche e assicurazioni, spiegando che non si tratta di un’imposta sugli extraprofitti, ma di un contributo temporaneo finalizzato al risanamento dei conti pubblici.
Le nuove disposizioni – inserite tra gli articoli 17 e 23 della legge di bilancio – mirano a reperire circa 4 miliardi di euro, risorse che saranno destinate al sostegno di sanità, famiglie e fasce deboli.
Secondo il ministro, il settore finanziario ha beneficiato negli ultimi anni delle politiche di garanzia del credito e del miglioramento del rating sovrano italiano, elementi che oggi giustificano un maggiore contributo.
Spending review: tagli da oltre 7 miliardi in tre anni
La spending review conferma una riduzione complessiva della spesa pubblica di 7,15 miliardi di euro nel triennio 2026-2028. I tagli maggiori riguardano il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (oltre 520 milioni nel 2026), seguito da Economia e Finanze (450 milioni) e Ambiente e Sicurezza energetica (370 milioni).
Anche la Presidenza del Consiglio parteciperà al contenimento dei costi, versando 50 milioni di euro annui a partire dal 2026 al bilancio dello Stato.
Pensioni: proroga dell’Ape sociale, ma niente Opzione donna
Sul fronte previdenziale, la manovra proroga l’Ape sociale, la misura che consente il pensionamento anticipato a determinate categorie di lavoratori.
Non sono invece state rinnovate Opzione donna e Quota 103, che restano escluse dal testo finale. L’autorizzazione di spesa per l’Ape sociale viene ridotta progressivamente fino al 2029, passando da 590 milioni annui a 500 milioni circa.
Si tratta di una proroga “a costo controllato”, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del sistema pensionistico.
Una manovra di equilibrio tra rigore e correzioni
La Manovra 2025 si presenta come un compromesso tra le esigenze di tenuta dei conti pubblici e la volontà di non penalizzare eccessivamente famiglie e imprese.
Le correzioni sugli affitti brevi, i tagli ridotti al cinema e la rottamazione più flessibile testimoniano la ricerca di equilibrio da parte del Governo, in un contesto economico ancora complesso ma orientato alla stabilità.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Manovra 2025: novità su affitti brevi, rottamazione, cinema e pensioni proviene da Associated Medias.

