di Ennio Bassi

È il primo test balistico in sei mesi: missili a corto raggio lanciati da Junghwa. Tensione alta prima dell’arrivo di Trump a Seul

La Corea del Nord ha effettuato oggi il primo lancio di missili balistici dopo sei mesi di relativa calma, in un momento altamente simbolico: a soli sette giorni dall’inizio del vertice APEC (Cooperazione Economica Asia-Pacifico) previsto a Seul dal 31 ottobre al 1° novembre, cui parteciperanno i principali leader mondiali, tra cui il presidente statunitense Donald Trump.

Secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore congiunto sudcoreano, i missili — a corto raggio — sono stati lanciati dalla regione di Junghwa, nella provincia di Hwanghae, a sud di Pyongyang. Hanno percorso circa 350 chilometri in direzione nord-est, verso il Mar del Giappone (denominato anche Mare Orientale), ma non sono caduti in mare. Le autorità sudcoreane hanno sottolineato che l’esercito è in stato di allerta e pronto a reagire a ogni provocazione, grazie alla stretta alleanza con gli Stati Uniti.

Il Giappone ha confermato che nessuno dei vettori ha violato la sua zona economica esclusiva. La nuova premier nipponica, Sanae Takaichi, insediatasi da appena due giorni, ha immediatamente modificato la sua agenda per seguire gli sviluppi e ha chiesto a Difesa ed Esteri di attivarsi per garantire la sicurezza nazionale.

Il lancio arriva in un momento delicato. Il presidente Trump è atteso a Seul il 29 ottobre e poi a Gyeongju il 1° novembre per una serie di incontri internazionali. L’ex presidente USA, che durante il suo primo mandato aveva incontrato Kim Jong-un tre volte (Singapore 2018, Hanoi 2019, e nella zona demilitarizzata), ha recentemente dichiarato di sperare in un nuovo faccia a faccia con il leader nordcoreano.

Da parte sua, Kim si è detto disposto a riaprire il dialogo, ma a condizioni chiare: fine delle «ossessioni per la denuclearizzazione» e riconoscimento della «realtà» da parte degli Stati Uniti. I media statali di Pyongyang parlano di «pacifica convivenza», ma proseguono anche nel celebrare i progressi militari del regime.

Lo scorso mese, Kim ha supervisionato un test di motore per missili a lunga gittata, mentre ad ottobre ha mostrato al mondo — durante una parata militare a Pyongyang — il nuovo missile balistico intercontinentale Hwasong-20, descritto come «il più potente mai costruito» dal regime, con una portata teoricamente illimitata.

Il test odierno rappresenta un chiaro messaggio politico e militare, in un momento in cui Pyongyang sta rafforzando i legami con Russia e Cina, partner strategici in un contesto internazionale segnato da nuove fratture geopolitiche. Gli Stati Uniti continuano a chiedere l’abbandono del programma nucleare nordcoreano, ma il regime ha ribadito di non avere alcuna intenzione di disarmarsi, definendo le sue armi come «essenziali per la sopravvivenza nazionale».

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