di Redazione
L’intervento apre la strada alla costruzione di una nuova sala da ricevimenti, la più grande mai realizzata nella residenza presidenziale statunitense
Lunedì mattina la facciata orientale della Casa Bianca è stata parzialmente demolita per dare inizio a un progetto edilizio senza precedenti nella storia recente della residenza presidenziale. Un bulldozer ha abbattuto una porzione dell’ala est, segnando l’avvio dei lavori per la costruzione di una nuova sala cerimoniale, fortemente voluta dal presidente Donald Trump. Le immagini della demolizione, trapelate alla stampa e probabilmente scattate dall’edificio del Dipartimento del Tesoro, hanno fatto rapidamente il giro dei media. Poche ore dopo, una circolare interna ha vietato ai dipendenti del Dipartimento di diffondere ulteriori fotografie dei lavori in corso.
La sala sarà uno spazio monumentale di oltre 8.300 metri quadrati, pensato per ospitare grandi eventi con un massimo di 650 invitati seduti, anche se Trump, nel suo intervento di lunedì, ha parlato di una capienza fino a 999 persone. Il progetto architettonico prevede interni sontuosi, con colonne ornate, capitelli dorati, soffitti a cassettoni e lampadari in cristallo, in linea con l’estetica neoclassica dell’edificio. La realizzazione comporterà una spesa di 250 milioni di dollari, cifra cresciuta rispetto alla stima iniziale di 200. L’intero importo, secondo l’amministrazione, sarà coperto da donazioni provenienti da grandi aziende private come Apple, Amazon, Lockheed Martin e Coinbase.
Il progetto era stato annunciato ufficialmente lo scorso luglio, quando la Casa Bianca aveva diffuso i primi rendering della futura sala. All’epoca, Trump aveva assicurato che l’intervento non avrebbe comportato la demolizione di alcuna parte dell’edificio. Tuttavia, in vista dell’inizio dei lavori, lo staff della first lady Melania Trump — che occupava spazi proprio nell’ala est — ha provveduto nei giorni scorsi a liberare gli uffici, trasferendosi in altre aree del complesso presidenziale. La decisione di procedere con la demolizione ha generato diverse critiche, anche per il carattere simbolico e storico dell’ala abbattuta. Ma per Trump, si tratta di un’opera destinata a “proiettare la Casa Bianca nel futuro”, in continuità con altri interventi già portati a termine durante la sua amministrazione, come la ristrutturazione dello Studio Ovale e il rinnovamento del Rose Garden.
Il progetto sembra riecheggiare uno dei primi provvedimenti messi in atto da Trump: un ordine esecutivo varato solo a gennaio 2025 privilegiava infatti gli stili “tradizionali” per gli edifici pubblici federali. Il decreto incoraggiava l’utilizzo di modelli architettonici “classici” — come il neoclassico o il greco-romano — e respingeva esplicitamente approcci modernisti o brutalisti, considerati troppo distanti dall’identità visiva nazionale. La nuova sala da ricevimenti sembra inserirsi perfettamente in questa linea ideologica, trasformando l’architettura stessa in uno strumento di comunicazione politica.
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