di Emilia Morelli
Il Louvre resta chiuso dopo la spettacolare rapina che ha portato via i gioielli della Corona di Francia. Indagini in corso, polemiche politiche e accuse di gravi carenze nella sicurezza del museo più visitato al mondo
Il Louvre, cuore culturale della Francia e simbolo mondiale dell’arte, resta ancora chiuso al pubblico. Dopo il tentativo di riapertura di questa mattina, la direzione del museo ha deciso di mantenere le porte sbarrate a causa delle indagini ancora in corso sulla spettacolare rapina che ha portato via otto gioielli della Corona di Francia.
La Galleria d’Apollo, teatro del furto, resta sotto sequestro e trattata come scena del crimine.
Caccia ai rapinatori: indagini a tutto campo
La polizia francese ha avviato una vasta operazione per individuare la banda responsabile del colpo. Secondo le prime ricostruzioni, quattro uomini sarebbero entrati nel museo in pieno giorno e, in soli sette minuti, avrebbero sottratto gli otto preziosi, fuggendo a bordo di scooter.
Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha definito i monili “di valore inestimabile”, assicurando che ogni risorsa è stata mobilitata per ritrovarli.
Le indagini, condotte da una sessantina di investigatori, coinvolgono la brigata anti-banditismo e l’Ufficio centrale per la lotta contro il traffico di beni culturali. Tra le ipotesi, quella che i ladri abbiano agito per conto di un collezionista o per ottenere pietre preziose destinate al mercato nero. Nunez non ha escluso la presenza di un “gruppo straniero” dietro l’operazione.
Darmanin: “Un fallimento della sicurezza francese”
Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha parlato apertamente di un “clamoroso fallimento” nella sicurezza del Louvre. “Siamo riusciti a far installare un montacarichi nel cuore di Parigi per far portare via gioielli di valore inestimabile. È un’immagine deplorevole per la Francia”, ha dichiarato.
Darmanin ha promesso che “i responsabili saranno arrestati, la sola domanda è quando”, mentre il presidente Emmanuel Macron ha assicurato su X che “le opere saranno ritrovate e i colpevoli consegnati alla giustizia”.
Reazioni politiche: destra e estrema destra attaccano il governo
Il furto ha scatenato un acceso dibattito politico. La destra e l’estrema destra parlano di “umiliazione nazionale”. Il leader del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha accusato il governo di aver “abbandonato la sicurezza dello Stato”, mentre Marine Le Pen ha denunciato la scarsa protezione dei luoghi simbolo del patrimonio francese.
Duro anche Laurent Wauquiez dei Républicains: “Dobbiamo proteggere ciò che abbiamo di più prezioso: la nostra storia”.
Allarme patrimonio: una serie di furti nei musei francesi
Il caso del Louvre non è isolato. Solo un mese fa, ignoti avevano rubato sei chili di pepite d’oro dal Museo di Storia Naturale di Parigi. A settembre, un colpo simile al museo di Limoges aveva fruttato ai ladri oltre 6,5 milioni di euro.
Il ministro Nunez ha riconosciuto “una grande vulnerabilità nella protezione del patrimonio nazionale” e ha convocato con la ministra della Cultura Rachida Dati una riunione di crisi dedicata alla sicurezza dei musei.
Le carenze strutturali del Louvre: il rapporto della Corte dei conti
La Corte dei conti francese, in un rapporto atteso per dicembre, punta il dito contro i ritardi accumulati nel piano di modernizzazione del Louvre. Il documento denuncia la mancanza di telecamere di sorveglianza e di sistemi di sicurezza adeguati, installati solo in alcune sale ristrutturate di recente.
La Corte sottolinea inoltre i ritardi nei lavori di manutenzione e nelle misure di adeguamento normativo del palazzo. Dal 2012 al 2020 sono stati introdotti nuovi dispositivi, ma gran parte del sistema resta incompleto.
Un’eredità difficile per la direttrice Laurence des Cars, che da quattro anni lavora per garantire una protezione all’altezza della fama del museo più visitato del mondo.
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